L’edilizia in Sicilia sta affrontando una crisi demografica e d’impresa senza precedenti, con un saldo negativo tra chiusure e nuove iscrizioni che mette a rischio il futuro del comparto. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio economico di Unioncamere Sicilia, nel primo trimestre dell’anno si sono registrate 1.627 chiusure a fronte di appena 698 nuove imprese nate. Il settore, pur restando vitale per l’economia isolana con oltre 72.000 addetti, fatica a rigenerarsi a causa di una “fuga” dei giovani verso modelli di guadagno promossi dal web.
Il fenomeno non riguarda solo la manodopera, ma colpisce direttamente la classe dirigente del futuro. Su un totale di circa 21.850 imprese attive, quasi la metà sono ditte individuali e solo un “drappello” di 3.797 aziende è gestito da imprenditori under 35. La competizione culturale con i modelli di business agili proposti dai social media, come influencer o consulenti finanziari digitali, sta svuotando i cantieri e gli uffici tecnici delle storiche realtà siciliane.
Crisi del ricambio generazionale nelle imprese edili
A lanciare l’allarme è Gianluca Zaccaria, presidente regionale del Gruppo Giovani Imprenditori di Ance Sicilia, che punta il dito sulla difficoltà di garantire la continuità aziendale. “Il problema si estende alla difficoltà di individuare una nuova generazione di imprenditori edili. Anche molte imprese storiche siciliane si trovano oggi davanti a un passaggio generazionale incerto, con figli che spesso scelgono strade professionali completamente diverse”, segnala Zaccaria evidenziando un rischio di dispersione del know-how tecnico.
Per contrastare questa tendenza, Ance ha annunciato un tour nelle scuole, negli istituti tecnici e nelle università siciliane. L’obiettivo è riabilitare l’immagine della professione edile, spiegando che dietro la costruzione di ospedali, scuole e infrastrutture sicure c’è un impegno civile ed economico gratificante. “Vogliamo raccontare cosa significa davvero fare impresa nel settore delle costruzioni”, spiega il presidente, sottolineando come questo comparto sia in grado di dare “soddisfazioni e riconoscimenti per lungo tempo”.
L’impatto economico dell’edilizia in Sicilia e il contesto nazionale
Il settore delle costruzioni ha storicamente rappresentato il volano dell’economia siciliana, contribuendo in modo significativo al PIL regionale. Tuttavia, il calo delle nuove iscrizioni segnalato dalle Camere di Commercio riflette una stanchezza strutturale aggravata dalla fine di alcuni incentivi nazionali che avevano dopato il mercato negli anni precedenti. In un territorio che necessita di costanti interventi di messa in sicurezza e riqualificazione, la mancanza di una nuova leva imprenditoriale potrebbe tradursi in una paralisi delle opere pubbliche e private nei prossimi decenni.
Secondo Zaccaria, per vincere questa sfida culturale è necessaria una sinergia tra politica e mondo della formazione: “Serve anche un’alleanza tra istituzioni, sistema formativo e mondo delle imprese per valorizzare le professioni tecniche e artigiane, troppo a lungo considerate di serie B. In realtà, sono proprio queste competenze a rappresentare una delle chiavi dello sviluppo economico dei prossimi decenni”. Per ulteriori approfondimenti sui dati occupazionali regionali è possibile consultare il sito ufficiale di Unioncamere Sicilia.



