Il governo Meloni studia misure d’emergenza per la primavera 2026 a causa delle tensioni nello Stretto di Hormuz: razionamenti e lavoro agile tra le opzioni sul tavolo. Il governo italiano si prepara ad affrontare una possibile crisi energetica entro maggio 2026, ipotizzando un pacchetto di interventi per contenere i consumi nazionali. Le tensioni geopolitiche legate al transito delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz hanno spinto l’esecutivo a valutare misure preventive che spaziano dal razionamento del riscaldamento al potenziamento dello smart working. Sebbene circolino indiscrezioni su un ritorno alla didattica a distanza, fonti governative precisano che scuola e sanità rimangono i settori strategici da salvaguardare prioritariamente.
L’analisi della situazione è stata confermata dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, che in merito al rischio di interruzioni significative ha dichiarato: “È ciò che si teme. Non tutto ma molto”. Nonostante i depositi di gas italiani siano attualmente pieni al 44%, valore superiore alla media europea, la preoccupazione riguarda il rallentamento dei flussi in arrivo previsto nelle prossime settimane. Questo scenario richiede una gestione oculata per evitare shock improvvisi al sistema produttivo e civile.
Le misure allo studio: dai condizionatori alle targhe alterne
Il piano d’emergenza prevede azioni concrete sulla vita quotidiana dei cittadini. Tra le ipotesi più accreditate figurano la riduzione di un grado della temperatura dei condizionatori in estate e dei termosifoni in inverno, insieme alla diminuzione di un’ora del loro utilizzo giornaliero. Secondo i tecnici ministeriali, queste accortezze permetterebbero un risparmio stimato tra 75 e 80 miliardi di metri cubi di gas. Sul fronte della mobilità, si valuta il ritorno delle targhe alterne, misura storica già utilizzata per fronteggiare crisi petrolifere e picchi di inquinamento.
Un pilastro fondamentale della strategia energetica sarà lo smart working. L’esecutivo mira a estendere il lavoro agile sia nel settore pubblico che in quello privato, capitalizzando l’esperienza della pandemia. I dati attuali mostrano che sono circa 555mila i dipendenti pubblici che già usufruiscono del lavoro agile (il 17% della forza lavoro della PA), con un incremento del 10% registrato nell’ultimo anno. Il ricorso al lavoro a distanza permetterebbe di ridurre drasticamente i consumi energetici legati alla gestione degli uffici e agli spostamenti casa-lavoro.
Scuola e sanità: la cautela del governo sulla Dad
Nonostante i timori di un “ritorno al passato”, il governo sembra intenzionato a escludere una Dad generalizzata. Come evidenziato dalle valutazioni in corso, l’istruzione e la sanità sono considerate infrastrutture critiche da mantenere pienamente operative. Nonostante le difficoltà energetiche, l’obiettivo dichiarato è preservare la continuità educativa in presenza e garantire l’erogazione delle prestazioni sanitarie programmate, limitando eventuali aggiustamenti a interventi minimi e proporzionali.
Storicamente, l’Italia ha già affrontato protocolli di emergenza simili. Durante la crisi energetica degli anni ’70, il cosiddetto periodo dell’Austerity, il governo limitò la circolazione dei mezzi privati e l’illuminazione pubblica per far fronte al blocco petrolifero. Rispetto ad allora, oggi il Paese dispone di una rete di stoccaggio più resiliente e di un mix energetico diversificato, ma la dipendenza dai corridoi marittimi internazionali, come appunto Hormuz, rimane un punto di estrema vulnerabilità per l’approvvigionamento nazionale.
Per bilanciare la carenza di gas, si valuta la massimizzazione della produzione delle centrali a carbone e l’incremento accelerato delle fonti rinnovabili. Sul piano diplomatico, la premier Meloni ha mantenuto i contatti con i partner del Golfo, precisando che “Il dialogo con l’Iran non si è mai interrotto”. Maggiori dettagli verranno forniti dopodomani, quando la presidente del Consiglio riferirà in Parlamento per avviare il confronto ufficiale sulle misure. Per restare aggiornati sulle evoluzioni del piano energia è possibile consultare il sito ufficiale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.



