L’INPS ha ufficialmente riaperto i termini per richiedere il Bonus nido 2026, introducendo importanti novità che semplificano l’accesso al contributo per le famiglie italiane. Da martedì 31 marzo, i genitori possono inviare le istanze tramite il portale dell’Istituto per ottenere il rimborso delle rette scolastiche o il supporto domiciliare. La principale innovazione riguarda la validità pluriennale della domanda: una volta accolta, essa resta valida fino al compimento del terzo anno di età del bambino. Per le annualità successive, quindi, non occorre presentare una nuova pratica, ma basta confermare le mensilità desiderate nel sistema.
Importi del Bonus nido 2026 e calcolo del nuovo ISEE
Le cifre erogate quest’anno seguono parametri aggiornati, legati al “nuovo ISEE per prestazioni familiari” introdotto dalla Legge di Bilancio. Questo indicatore risulta più vantaggioso perché neutralizza l’importo dell’Assegno Unico percepito dal nucleo. Inoltre, le nuove franchigie sulla prima casa alzano la soglia del valore catastale a 91.500 euro, arrivando a 120.000 euro nei capoluoghi delle città metropolitane.
Il contributo per il Bonus nido 2026 si articola in base alla data di nascita del minore:
- Per i nati fino al 31 dicembre 2023: il bonus è di 3.000 euro (ISEE fino a 25.000 euro), 2.500 euro (fino a 40.000 euro) o 1.500 euro oltre tale soglia.
- Per i nati dal 1° gennaio 2024: l’importo sale a 3.600 euro per i nuclei con ISEE fino a 40.000 euro. Resta invece confermato il minimo di 1.500 euro per redditi superiori o in assenza di ISEE.
Requisiti e spese rimborsabili dall’INPS
Possono accedere al beneficio i cittadini italiani, comunitari o titolari di permesso di soggiorno UE di lungo periodo residenti in Italia. La richiesta deve partire dal genitore che sostiene effettivamente la spesa della retta. Per il supporto domiciliare, rivolto a bambini con gravi patologie croniche, è necessaria la coabitazione tra richiedente e minore nello stesso comune.
Le somme rimborsabili includono la retta mensile, la quota pasti, l’imposta di bollo e l’IVA agevolata. Inoltre, l’INPS accetta pagamenti effettuati da terzi, purché accompagnati da una dichiarazione specifica e dal documento d’identità del pagante. Per maggiori dettagli tecnici sulle agevolazioni, è possibile consultare il sito ufficiale dell’ INPS



