Sabato 11 aprile l’inaugurazione al Pizzo: l’iniziativa di Gioventù Nazionale sostenuta da Fratelli d’Italia per ricordare l’esodo giuliano-dalmata.
Modica si prepara a rendere omaggio alla memoria storica nazionale con l’installazione di una panchina tricolore al Pizzo, dedicata al ricordo delle vittime delle foibe e degli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia. L’iniziativa, promossa dal movimento giovanile Gioventù Nazionale e sostenuta dal circolo locale di Fratelli d’Italia, sarà ufficialmente inaugurata sabato 11 aprile alle ore 16:00.
L’opera si inserisce nel progetto nazionale che mira a disseminare nei centri urbani simboli visibili del Giorno del Ricordo, istituito con la legge 92/2004. La scelta del belvedere del Pizzo non è casuale: il luogo, simbolo dell’identità modicana, diventa ora custode di un messaggio civile che lega la Sicilia al confine orientale d’Italia. Il coordinatore cittadino di FdI, Marco Nanì, ha sottolineato l’importanza di restituire dignità ai connazionali colpiti dalla violenza politica nel secondo dopoguerra.
Memoria storica ed esodo giuliano-dalmata al Pizzo
L’installazione vuole essere un tributo perenne per chi fu costretto ad abbandonare le proprie radici. “Questa panchina al Pizzo vuole restituire dignità alle migliaia di connazionali vittime della ferocia dei comunisti titini,” ha dichiarato Marco Nanì, evidenziando come l’iniziativa rappresenti una testimonianza viva per onorare chi fu strappato ai propri affetti esclusivamente per l’orgoglio di essere italiano.
Oltre al valore simbolico, l’iniziativa richiama l’attenzione su una pagina di storia che ha visto la Sicilia protagonista nell’accoglienza. Durante la grande ondata migratoria degli esuli, l’Isola divenne un rifugio per migliaia di persone. “È doveroso ricordare che la Sicilia svolse un ruolo fondamentale nell’accoglienza degli esuli,” prosegue la nota del partito. Anche la provincia di Ragusa partecipò attivamente a questo processo di integrazione, ospitando nuclei familiari che hanno contribuito alla crescita sociale del territorio.
Il legame tra la Sicilia e i martiri delle foibe
Il contesto storico dell’esodo in Sicilia è supportato da dati significativi: si stima che oggi nell’Isola vivano oltre 20.000 discendenti degli esuli istriani e dalmati. Questo legame indissolubile è frutto di una solidarietà che, nel dopoguerra, permise a molti profughi di ricostruire le proprie vite lontano dalle terre d’origine. La verità storica su questi eventi, come precisato nella nota ufficiale, è stata per decenni oggetto di un oblio che iniziative come quella di Modica cercano di colmare.
A livello istituzionale, la documentazione ufficiale sulla ricorrenza è reperibile sul portale del Ministero della Cultura. La panchina tricolore funge quindi da monito per le future generazioni, affinché il sacrificio di migliaia di italiani non venga dimenticato. “Ricordare oggi i martiri delle foibe e gli esuli del confine orientale è un atto di dignità nazionale,” conclude Nanì.
L’appuntamento di sabato rappresenta un momento di riflessione collettiva per la comunità modicana, invitata a riscoprire una parte fondamentale dell’identità italiana attraverso un segno tangibile nel cuore della città.



