Il sindacato Anief ha sollevato l’ipotesi di un possibile ritorno alla didattica a distanza (Dad modello Covid) a maggio 2026 come misura estrema per fronteggiare l’attuale crisi energetica. Lo scenario, sebbene definito “remoto” dalle autorità, emerge mentre la strategia energetica nazionale entra in una fase di pianificazione avanzata. Entro maggio, il Governo potrebbe attivare misure restrittive per gestire la domanda di energia, specialmente se persisteranno le difficoltà nelle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz.
Le ragioni del sindacato Anief sulla crisi energetica
Marcello Pacifico, presidente dell’Anief (Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori), ha collegato questa eventualità al peggioramento dei costi dei carburanti e delle materie prime. Secondo Pacifico, l’adozione della didattica a distanza potrebbe diventare una conseguenza del collocamento dei lavoratori pubblici in smart working per frenare l’aumento del costo della vita.
Il presidente ha infatti dichiarato: “La crisi energetica, con ripercussioni sul costo dei carburanti, potrebbe portare l’Italia entro giugno a un tasso di acquisto altissimo: per frenare il costo della vita, il Governo e il Parlamento potrebbero valutare l’adozione della didattica a distanza, a seguito del collocamento dei lavoratori pubblici in smart working”.
Razionalizzazione delle risorse e smart working pubblico
L’eventuale ritorno alle lezioni online sarebbe inserito in un piano più ampio di risparmio che include la razionalizzazione di luce, gas e petrolio. Nonostante la scuola debba restare una priorità, il sindacato avverte che il conflitto in Medio Oriente potrebbe spingere verso soluzioni drastiche già a partire dal mese di maggio.
“La scuola dovrà essere l’ultima a chiudere, ma se la guerra in Medio Oriente potrebbe continuare ad essere colpita dall’attuale crisi”, ha spiegato il leader dell’Anief. Ha poi aggiunto che “potrebbe sembrare una soluzione eccessiva, ma sarebbe consequenziale all’entrata in vigore di misure atte a risparmiare le risorse energetiche”. Pacifico ha concluso osservando che “non si tratterebbe di un’iniziativa isolata dell’Italia, considerando che già la riduzione dei giorni di lavoro viene adottata in diversi altri Paesi del mondo”.
Al momento, le istituzioni mantengono la linea della prudenza, cercando di tutelare la continuità didattica in presenza. Per aggiornamenti sulle politiche scolastiche, è possibile consultare il sito ufficiale del Ministero dell’Istruzione



