L’attesa per le previsioni del tempo durante le festività primaverili alimenta da sempre un acceso dibattito: il meteo Pasqua e Pasquetta è davvero sinonimo di pioggia? L’analisi climatica degli ultimi dieci anni, curata dal meteorologo Luca Lombroso di Meteored Italia, smonta parzialmente questa convinzione popolare. Sebbene la primavera sia una stagione caratterizzata da forte instabilità, i dati dimostrano che il “maltempo fisso” è più un ricordo selettivo che una costante statistica. Per il 2026, lo scenario sembra promettere sorprese positive, specialmente per il Centro-Nord.
Le ultime elaborazioni modellistiche per quest’anno delineano una Pasqua caratterizzata da un tempo discreto e meno freddo del solito. Mentre il Sud Italia, in particolare Sicilia e Calabria, potrebbe risentire di una residua instabilità, il resto della penisola godrà di una protezione anticiclonica. Il dato più rilevante riguarda il forte aumento delle temperature. In diverse aree del Paese, si prevedono massime che potrebbero toccare i 25°C, regalando un assaggio d’estate anticipata. Anche per il Lunedì dell’Angelo, la tendenza punta verso un consolidamento dell’alta pressione da Nord a Sud.
L’esperto Luca Lombroso chiarisce che individuare regole fisse è quasi impossibile a causa della variabilità del calendario. Tuttavia, osservando il periodo 2016-2025, emerge che in circa la metà dei casi le festività sono state stabili. “Pasqua risulta più spesso favorevole, mentre Pasquetta tende a essere più instabile”, spiega il meteorologo. Fa eccezione il 2024, ricordato per un maltempo diffuso e neve sulle montagne. Al contrario, la Pasqua 2020 resta la più mite del recente passato, con un sole splendente che accompagnò gli italiani durante il lockdown.
La storia meteorologica italiana presenta estremi incredibili. La Pasqua del 2000, caduta il 23 aprile, portò temperature record fino a 28°C al Nord grazie a un anticiclone subtropicale. All’opposto, il 23 marzo 2008 è ricordato per un’irruzione artica con neve a bassa quota e temperature invernali. Questi sbalzi rientrano nella normale dinamica della primavera mediterranea. Per restare aggiornati sulle variazioni locali, è utile consultare il sito ufficiale della Protezione Civile.



