Mentre in Italia il calendario segna ancora il dominio dell’ora solare, oltreoceano è già tempo di accogliere la primavera con lo spostamento delle lancette. Nella notte tra sabato 7 e domenica 8 marzo, gran parte del Nord America (Stati Uniti e Canada) darà ufficialmente il benvenuto all’ora legale 2026.
Il cambio: un’ora di sonno in meno per gli USA
Il passaggio avverrà precisamente alle ore 2:00 del mattino di domenica, quando gli orologi americani scatteranno direttamente sulle 3:00. Questo sfasamento temporale rispetto all’Europa comporterà, per le prossime tre settimane, una riduzione del fuso orario abituale (ad esempio, tra Roma e New York ci saranno temporaneamente 5 ore di differenza anziché le canoniche 6).
Geografia del tempo: chi aderisce e chi no
Negli USA il cambio è regolato dall’Uniform Time Act, ma la partecipazione non è totale. Esistono infatti delle eccezioni curiose:
- Hawaii e Arizona: In questi stati (fatta eccezione per la Nazione Navajo in Arizona) l’ora legale non viene applicata e si mantiene l’orario costante tutto l’anno.
- Canada: Segue quasi interamente il calendario statunitense, armonizzando i mercati e i trasporti transfrontalieri.
Benefici e scadenze: cosa cambia per noi?
L’obiettivo del passaggio all’ora legale resta il risparmio energetico: spostando il tramonto più avanti nel pomeriggio, si riduce la necessità di illuminazione artificiale sfruttando la luce naturale.
- In Italia: Dovremo aspettare ancora qualche settimana. Il cambio da noi scatterà nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo.
- Il ritorno al solare: Negli Stati Uniti il periodo di luce prolungata terminerà la prima domenica di novembre, mentre per l’Italia l’appuntamento con il ritorno alle lancette indietro è fissato per il 25 ottobre 2026.



