Per milioni di nuclei familiari, il mese di marzo 2026 rappresenta uno spartiacque burocratico determinante. Da questo momento, infatti, l’erogazione dell’Assegno Unico e Universale entra ufficialmente nel nuovo regime economico basato sulla situazione reddituale dell’anno in corso.
Chi non ha provveduto al rinnovo dell’ISEE 2026 entro i termini di febbraio vedrà una sensibile riduzione dell’accredito mensile, che scivolerà automaticamente sulla soglia base prevista dalla legge.
La “clausola di salvaguardia”: c’è tempo fino a giugno
Il sistema di erogazione dell’INPS prevede un meccanismo di continuità per evitare l’interruzione del sostegno, ma con penalizzazioni temporanee per chi è in ritardo con i documenti:
- Importo minimo d’ufficio: In assenza di un’attestazione valida, l’assegno viene erogato al valore minimo (che per il 2026, al netto delle rivalutazioni, è di 58,30 euro per figlio minorenne).
- Recupero arretrati: La normativa concede una finestra di recupero. Se l’ISEE viene presentato entro il 30 giugno 2026, l’Istituto effettuerà un ricalcolo retroattivo, accreditando nelle mensilità successive le somme non percepite tra marzo e giugno.
- Rivalutazione ISTAT: È bene ricordare che, per l’anno in corso, le soglie e gli importi sono cresciuti dell’1,4% per adeguarsi all’andamento dell’inflazione.
Domanda in continuità: quando non serve rifarla
L’INPS conferma il regime di “domanda automatica”. Se la pratica risulta già in stato “accolta” negli archivi telematici, non è necessario inviare una nuova richiesta ogni anno. Il sostegno prosegue d’ufficio, a patto che non intervengano variazioni nel nucleo (come la nascita di un figlio o il compimento della maggiore età) che richiedano invece una modifica manuale dei dati.
Documentazione necessaria: cosa serve per il rinnovo?
Per ottenere l’attestazione ISEE 2026 e sbloccare l’importo pieno, i cittadini devono presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica). I documenti essenziali includono:
- Dati anagrafici: Stato di famiglia e codici fiscali.
- Redditi: Modello 730 o Unico relativo ai redditi 2024.
- Patrimonio Mobiliare: Saldi e giacenze medie di conti correnti, libretti e carte al 31/12/2024.
- Patrimonio Immobiliare: Visure catastali e mutui residui.
In sintesi: Se hai notato un accredito inferiore alle aspettative, la causa è probabilmente la mancanza dell’ISEE aggiornato. Hai ancora tre mesi per regolarizzare la posizione e non perdere il diritto agli arretrati.




