C’è una nuova opportunità per i giovani che hanno deciso di mettersi in proprio. Grazie a un recente intervento del Ministero del Lavoro, l’INPS ha riaperto i termini per il bonus giovani imprenditori, estendendo la platea anche ai liberi professionisti. Chi ha avviato un’attività in settori strategici ha ora tempo fino al 2 marzo 2026 per richiedere un sostegno economico che può arrivare a un totale di 18.000 euro.
In cosa consiste l’incentivo?
Previsto dal Decreto Coesione, il contributo consiste in un assegno mensile di 500 euro erogato per un massimo di 36 mesi (3 anni). L’obiettivo è supportare le fasi più critiche dell’avviamento aziendale o professionale. Il contributo è esentasse (non concorre alla formazione del reddito) e viene liquidato annualmente dall’INPS.
Chi può fare domanda?
L’agevolazione non è per tutti, ma punta a sostenere una specifica fascia generazionale impegnata nella transizione digitale ed ecologica. I requisiti sono:
- Età: Essere under 35 (meno di 35 anni al momento dell’avvio).
- Stato occupazionale: Risultare disoccupati prima dell’apertura della Partita IVA o dell’attività.
- Periodo di avvio: Aver iniziato l’attività tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.
- Settori: Operare in ambiti considerati “strategici” (tecnologia, manifattura digitale, energia, servizi professionali e tecnici).
Quali spese copre il bonus?
A differenza di altri bandi, non esiste un elenco rigido di beni acquistabili, ma vige il principio della pertinenza al business plan. La circolare INPS n. 148/2025 chiarisce che il bonus deve finanziare:
- Spese di avviamento: Costi di costituzione, acquisto attrezzature, software e prime forniture.
- Mantenimento dell’attività: Canoni, utenze e costi operativi strettamente legati all’esercizio della professione.
Attenzione ai controlli: Il Ministero del Lavoro effettuerà verifiche di gestione anche presso la sede dell’attività. È obbligatorio tenere una contabilità chiara e presentare annualmente un’attestazione di spesa che documenti come sono stati impiegati i fondi.
I settori ammessi (Classificazione ATECO 2025)
L’INPS ha aggiornato i codici ammissibili in base alla nuova classificazione ATECO 2025. Di seguito una sintesi delle categorie principali che possono accedere al contributo:
- Attività Manifatturiere (C): Alimentare, tessile, chimica, farmaceutica, elettronica e mobili.
- Energia e Ambiente (D, E): Produzione di energia elettrica, gestione rifiuti e risanamento ambientale.
- Costruzioni e Ingegneria (F, M): Edilizia, studi di architettura e ingegneria, collaudi tecnici.
- Tecnologia e Comunicazione (J): Produzione software, consulenza informatica, editoria e cinema.
- Servizi Professionali (M): Attività legali, contabilità, direzione aziendale e ricerca scientifica.
- Istruzione e Sanità (P, Q): Servizi educativi, assistenza sanitaria e sociale.
- Cultura e Servizi (R, S): Attività artistiche, riparazione computer e servizi alla persona.




