La Rottamazione quinquies è ufficialmente ai blocchi di partenza, ma le aspettative del Governo sembrano scontrarsi con la realtà dei numeri. Mentre il Viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, affida il successo della misura al “buon cuore dei contribuenti”, gli analisti osservano con scetticismo un perimetro d’azione che appare decisamente più ridotto rispetto alle roboanti promesse della vigilia.
L’appello ai contribuenti: “È nel vostro interesse”
Intervenendo nel salotto televisivo di Bruno Vespa, il padre della riforma fiscale ha sottolineato la natura peculiare di questa quinta edizione. A differenza delle precedenti, la sanatoria 2026 punta tutto su chi ha “dichiarato e non versato”, ovvero su quel segmento di cittadini che hanno riconosciuto il debito ma non sono riusciti a onorarlo.
Tuttavia, sulla cifra finale che entrerà nelle casse dello Stato, Leo non si sbilancia: la scommessa è sulla convenienza dei cittadini nel chiudere i conti con l’Erario sfruttando le nuove agevolazioni.
I numeri della “Pace Fiscale”: molte ombre e poche luci
Nonostante la narrazione politica l’abbia spesso presentata come la soluzione definitiva all’emergenza cartelle esattoriali, i dati tecnici raccontano un’altra storia:
- Stime al ribasso: Se la precedente Rottamazione-quater puntava a un bacino di oltre 50 miliardi, per la Quinquies l’asticella dell’incasso massimo è fissata a soli 9 miliardi di euro.
- Il precedente preoccupante: La storia recente non aiuta. Alla fine del 2024, la sanatoria ancora in corso ha incassato solo poco più della metà di quanto preventivato (12,3 miliardi su 22,9).
- Il fattore tempo: La possibilità di dilazionare i pagamenti fino a 9 anni è un’arma a doppio taglio. Se da un lato agevola il contribuente, dall’altro espone l’Erario a un elevatissimo rischio di decadenza sul lungo periodo.
L’analisi: Il rischio concreto è che la “strada della pace” si riveli un sentiero strettissimo, dove solo una piccola frazione di debitori arriverà al saldo dell’ultima rata nel 2035.
Molto rumore per (quasi) nulla?
Il termine per presentare la domanda è il 30 aprile 2026, ma l’impressione generale è che la montagna abbia partorito il topolino. Dopo mesi di discussioni sulla necessità di una pace fiscale “totale”, il risultato è una misura chirurgica, limitata a cartelle specifiche e con obiettivi di gettito minimi per il bilancio dello Stato.
Più che una rivoluzione, la Rottamazione-quinquies sembra configurarsi come un tentativo di recuperare il recuperabile, sperando che la “buona volontà” citata dal Viceministro basti a colmare i vuoti lasciati dalle precedenti edizioni.




