La Rottamazione Quinquies, varata con la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), si presenta come un Giano bifronte: da un lato apre le porte a un passato fiscale molto remoto, dall’altro sbarra l’ingresso a chi ha subito accertamenti di merito. L’obiettivo del legislatore è chiaro: sfoltire il magazzino della riscossione premiando esclusivamente la cosiddetta “compliance dichiarata”.
L’estensione temporale: un orizzonte di 24 anni
Il primo elemento distintivo della Quinquies è la sua ampiezza cronologica. La misura intercetta infatti tutti i carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
Si tratta di un balzo in avanti significativo rispetto alla precedente “Quater” (che si fermava a metà 2022), permettendo di includere nel perimetro agevolato circa 18 mesi di debiti più recenti, oltre a posizioni storiche ormai stratificate negli archivi fiscali.
La “ghigliottina” dell’ammissibilità
Se il tempo si dilata, il perimetro dei debiti ammessi si restringe drasticamente. A differenza delle passate edizioni, la Quinquies non è un “ombrello” per ogni tipo di pendenza. Il legislatore ha operato una selezione chirurgica:
- I “Promossi”: Possono accedere alla sanatoria solo i debiti derivanti da omessi versamenti di imposte (IVA e dirette) risultanti da dichiarazioni annuali o da controlli automatizzati e formali. In sintesi: lo sconto spetta a chi ha dichiarato correttamente quanto dovuto, ma non è riuscito a pagare.
- I “Bocciati”: Restano fuori tutti i carichi nati da attività di accertamento. Se il debito è frutto di una contestazione di merito dell’Agenzia delle Entrate (accertamenti sintetici, induttivi o adesioni non rispettate), la Quinquies non è applicabile.
- Il nodo INPS: Anche per i contributi previdenziali vige la stessa regola. Sì alle omissioni dichiarative, No ai debiti scaturiti da verbali ispettivi o accertamenti contributivi.
La filosofia del provvedimento: pagare solo il “Capitale”
Il vantaggio economico resta lo stralcio totale di sanzioni, interessi di mora e aggi di riscossione. Tuttavia, questa selettività trasforma la rottamazione in un premio per il contribuente “onesto ma in difficoltà finanziaria”, escludendo chi ha attuato manovre di evasione o elusione scoperte ex post dagli uffici.
Calendario e “Tolleranza Zero”
La procedura operativa non ammette distrazioni. Ecco le tappe fondamentali per non perdere i benefici:
- 30 Aprile 2026: Termine ultimo per l’invio della domanda di adesione.
- 30 Giugno 2026: Data entro la quale l’Agente della Riscossione risponderà sull’accoglimento dell’istanza.
- 31 Luglio 2026: Scadenza della prima (o unica) rata.
Il rischio decadenza
La Quinquies introduce un regime di “tolleranza zero”. A differenza del passato:
- Addio ai 5 giorni di grazia: Non è previsto il consueto “cuscinetto” per i pagamenti tardivi. Un solo giorno di ritardo sulla prima rata comporta l’esclusione.
- Soglia di errore: Il mancato pagamento, anche parziale, di due rate (anche non consecutive) o dell’ultima rata del piano determina la decadenza immediata.
In caso di esclusione, il contribuente perde lo sconto e torna a subire le procedure di riscossione ordinaria, con le somme già versate che verranno scalate dal totale solo a titolo di acconto.













