Ragusa – Non sono evidentemente piaciute nemmeno un po’ al sindaco Cassì le obiezioni che i gruppi consiliari del M5 e del Pd hanno mosso alle sue iniziative amministrative riguardanti l’aumento dell’indennità del segretario comunale e la pubblicazione dell’avviso di mobilità esterna volontaria per la copertura di un posto di dirigente amministrativo. A quanto riferiscono i due gruppi di minoranza in una nota unitaria (non abbiamo contezza diretta delle affermazioni del sindaco sia perchè non siamo frequentatori dei social sia perchè riteniamo che la massima autorità cittadina istituzionale dovrebbe utilizzare canali altrettanto istituzionali nel dibattito politico) il sindaco li avrebbe accusati “di polemica politica, di speculazione e di notizie false” per cui insorgono “intollerabili gli attacchi del sindaco alle minoranze.
Torni, piuttosto, a occuparsi di cose serie. Per noi rimane centrale l'emergenza coronavirus”. Poi i cinque consiglieri stelle Sergio Firrincieli, Zaara Federico, Giovanni Gurrieri, Antonio Tringali e Alessandro Antoci e i due democratici, Mario Chiavola e Mario D’Asta precisano, con toni molto duri nei confronti di Cassì, “nessuno ha parlato di raddoppio del compenso del segretario generale, solo di aumento dell’indennità di posizione del 50% e non del 20 come vorrebbe far apparire il sindaco (questa è la fake news), considerando l’adeguamento già del precedente segretario generale: in ogni caso la delibera parla di aumento del 50%.
In ogni comunicato che abbiamo fatto, inoltre, è stata ribadita la piena legittimità dell’adeguamento, previsto dalle norme, che risulta, però, tanto più intempestivo se legato a cifre che, nel contesto del compenso globale del segretario generale, appaiono marginali. Occorre, secondo noi, saper leggere i comunicati e non perdere lucidità di fronte all’affronto di lesa maestà nel criticare l’altissimo: nessuno ha messo in relazione l’atto d’ufficio con il mancato acquisto di presidi di sicurezza, quali i respiratori, che sono comunque di pertinenza del datore di lavoro e non del Comune.
Di infimo profilo è equivocare sul particolare teso a evidenziare la necessità di azioni mirate a risolvere criticità, non necessariamente con l’acquisto in questione, per nulla citato, quanto con il richiamo al rispetto delle norme superiori, rispetto a cui è dovere dell’autorità cittadina attivarsi, senza nulla togliere alla possibilità di adoperarsi anche per la fornitura del materiale di cui stiamo parlando, nell’interesse della collettività tutta. Fra l’altro, pensiamo che con l’esiguo aumento dell’indennità in questione, poco o nulla si sarebbe potuto acquistare. Non sono le minoranze a toccare corde sensibili, la responsabilità in quello che si dice, in audio e in video, e scrivendo, deve essere prima di tutto del sindaco.
A chi si occupa di informare i cittadini, la risposta di competenza”. Poi i consiglieri grillini e dem affrontano anche l’altro nodo delle polemiche di questi giorni “per quanto riguarda le procedure per l’assunzione di un nuovo dirigente, se le cose stanno come le rappresenta il sindaco, gli atti sono anche tardivi, se poi vanno a cadere in piena emergenza non si può censurare ogni minima eccezione. Il sindaco deve abituarsi al fatto che ci può essere una opposizione e che può essere criticato: l’elettorato, un giorno, giudicherà. Inoltre, il Parlamento deve essere in prima linea, non certo all’ultima, per votare il Dpcm, che una volta emanato deve essere anche esitato.
Ma mettere in relazione Parlamento e Consiglio comunale, questo sì che fa sorridere. E poi, i consiglieri di opposizione non pretendono che si fermi tutto, chiedono solo di rinviare il rinviabile, come, del resto, si chiedeva anche all’interno della Giunta e della maggioranza e come è stato espresso, unanimemente, nella conferenza dei capigruppo, le cui richieste sono state del tutto disattese dal presidente del Consiglio per le forti e inopportune pressioni esercitate dall’amministrazione, palesemente inoltrate attraverso vari interventi del primo cittadino stesso, in più sedi. Forse è veramente meglio che il sindaco assesti un colpo di reni concentrando tutte le attenzioni sull'emergenza coronavirus, lasciando stare il superfluo”. (da.di.)




![Oggi questa foto da migliorare a corredo di questo articolo [La politica vittoriese vive ore di fortissima attesa. Il nome di Salvo Sallemi è balzato in pole position per la guida del Ministero del Turismo. La poltrona di Daniela Santanchè a via Villa Ada è ufficialmente vuota. La premier Giorgia Meloni accelera ora per definire la successione. Tra i profili più accreditati emerge con forza quello del senatore ibleo. L'esponente di Fratelli d'Italia rappresenta infatti una figura chiave per l'equilibrio della maggioranza di governo. Sallemi a La Sicilia: "Contento che il mio partito mi consideri" Il senatore di Vittoria mantiene un profilo istituzionale e cauto. "Non ho saputo nulla fino adesso", dichiara Sallemi in un'intervista rilasciata al quotidiano La Sicilia. "Ma sono contento di essere stato inserito in questo totonomi", aggiunge con pragmatismo. Egli si definisce un militante storico sempre a disposizione del proprio partito. La sua fedeltà alla linea di Palazzo Chigi appare incrollabile in questa delicata fase di rimpasto. Salvo Sallemi: il volto di Vittoria a Roma L'avvocato quarantanovenne siede a Palazzo Madama dal 2022. Sallemi ha lavorato intensamente nelle commissioni Giustizia e Antimafia. La sua nomina garantirebbe un raccordo fondamentale con le istanze del Sud Italia. Il senatore proviene dal ragusano, un’area che vive una crescita turistica senza precedenti. La sua esperienza territoriale compenserebbe la mancanza di incarichi specifici nel settore. Classe 1977, Sallemi siede al Senato dal 2022. La sua ascesa politica riflette una militanza storica e coerente tra le fila di Fratelli d'Italia. A Roma, il senatore ha saputo distinguersi per il suo impegno costante. Egli opera infatti all'interno delle prestigiose commissioni Giustizia e Antimafia. In questi contesti, Sallemi ha dimostrato una preparazione tecnica e giuridica di alto livello. Un ponte tra il Governo e le istanze del Sud L'eventuale nomina ministeriale di Sallemi garantirebbe un raccordo diretto con il Meridione. Il Governo Meloni troverebbe in lui un interprete autentico delle necessità siciliane. Sallemi incarna la voce di un territorio che chiede infrastrutture e sviluppo. La sua presenza nell'esecutivo sarebbe un segnale di forte attenzione verso l'Isola. Egli conosce profondamente le dinamiche dello sviluppo locale e delle piccole medie imprese. Il "modello Ragusa" come biglietto da visita Il senatore proviene da un’area geografica simbolo del riscatto turistico siciliano. Sebbene Sallemi non vanti incarichi tecnici pregressi nel turismo, la sua forza risiede proprio qui. Egli porta con sé l'esperienza di chi ha visto trasformare la propria terra. Dalla professione forense alla sfida ministeriale La carriera di Salvo Sallemi affonda le radici nella professione legale. Questo background gli conferisce una rara capacità di analisi delle norme complesse. Da avvocato a senatore, il passo è stato segnato dal consenso dei cittadini iblei. Oggi, la sfida del Ministero del Turismo appare come il coronamento di un lungo percorso. Per Vittoria e per l'intera provincia di Ragusa, avere un proprio esponente in via Villa Ada sarebbe un evento storico.] mi serve titolo, alt text, didascalia, descrizione Ecco un set completo e professionale di titolo, alt text, didascalia e descrizione per accompagnare l’articolo e la foto che hai caricato. Li ho formulati in stile editoriale, neutro e istituzionale, perfetti per un quotidiano online. 📰 Titolo suggerito Salvo Sallemi in pole position per il Ministero del Turismo: cresce l’attesa a Vittoria 🖼️ Alt text (accessibilità) Ritratto del senatore Salvo Sallemi in abito formale, fotografato all’esterno di un edificio istituzionale.](https://www.quotidianodiragusa.it/wp-content/uploads/2026/03/Salvo-Sallemi-in-pole-position-per-il-Ministero-del-Turismo-cresce-lattesa-a-Vittoria-120x86.webp)