Medicina

Influenza e vaccino antinfluenzale 2019: quando farlo?

Vaccinazione tra metà ottobre e novembre

Influenza e vaccino antinfluenzale 2019: quando farlo? L’influenza nel 2019 secondo le previsioni degli esperti sarà molto aggressiva e quindi arriva l’invito a vaccinarsi in vista dell’inverno.

A partire dal metà ottobre prenderà il via la campagna per la vaccinazione antinfluenzale in vista del freddo invernale. Gli esperti riuniti a Roma per il lancio di una campagna sulle vaccinazioni nella terza età hanno lanciato l’invito a vaccinarsi tra metà ottobre e fine novembre. La vaccinazione contro l’influenza è necessaria per proteggere le persone ad alto rischio dalle complicanze della malattia che si accompagnano ad un aumento del numero di ricoveri e delle morti. Quindi, si ritiene necessario vaccinare gli anziani ma anche tutte le persone, compresi i bambini, che hanno patologie che li espongono al rischio di complicanze dell’influenza.

In Italia, vengono vaccinati contro l’influenza solo il 50% degli anziani e meno del 10 – 20% delle persone che appartengono agli altri gruppi ad alto rischio, compresi i bambini con patologie. Oggi l’obiettivo del nostro Paese è migliorare sensibilmente l’inadeguata vaccinazione dei gruppi a rischio di complicanze anche in età pediatrica: per esempio dovrebbero essere vaccinati contro l’influenza tutti i bambini affetti da asma bronchiale. La vaccinazione di queste persone permette un elevato vantaggio di salute sia personale che complessivo perché riduce del 70 – 80% l’elevato numero di morti e l’alta frequenza di complicanze e ricoveri. Per questi motivi sia il mondo scientifico che l’opinione pubblica sono fortemente convinti della necessità di questa vaccinazione.

L’influenza 2019 secondo il parere di alcuni esperti sarà molto aggressiva e quindi l’invito a ricorrere al vaccino antinfluenzale è rivolto anche alle poersone sane. In questo caso però l’obiettivo della vaccinazione è significativamente diverso: non è, infatti, la prevenzione delle complicanze e delle morti, ma la sola prevenzione della malattia clinica e dei disagi che questa può comportare. L’influenza determina infatti alcuni giorni di febbre e la conseguente interruzione delle attività quotidiane (andare a scuola, al lavoro, ecc. ). I dati dei sistemi di sorveglianza che si avvalgono della segnalazione dei pediatri evidenziano che circa il 30 – 40% dei bambini, in un anno, ha l’influenza.

Anche in questo caso l’efficacia della vaccinazione è molto alta 70 – 90%, ma il bersaglio è diverso: una malattia non grave e non molto frequente. In media si evita una influenza ogni tre anni di vaccinazione del bambino. L’utilità della vaccinazione in termini di salute è quindi molto più contenuta. L’opinione che sia necessario vaccinare le persone sane è discussa e non condivisa dal mondo medico e non ha trovato finora molta adesione nell’opinione pubblica.