All'Auditorium San Vincenzo Ferreri

La memoria e l'orgoglio a Ragusa

Prorogata la mostra

Sarà ancora visitabile la mostra temporanea, organizzata dall’associazione culturale A.St.R.A.Co, allestita presso l’auditorium San Vincenzo Ferreri in occasione della conferenza del 12 gennaio del prof. Rosario Marco Nobile, nell’ambito degli eventi commemorativi della V edizione di “A.D. 1693 - la memoria e l’orgoglio”.

La mostra, curata da Davide Arestia e Rita Baglieri, sarà aperta, con visita guidata, nei giorni di sabato 19 e domenica 20 gennaio, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. La decisione di prorogare la mostra è scaturita dal grande apprezzamento di pubblico ricevuto nel corso della manifestazione commemorativa. “Ho partecipato con piacere e interesse agli appuntamenti di A.D. 1693 – sottolinea il sindaco Peppe Cassì - e sono quindi contento che l’istallazione di bozzetti e illustrazioni sulle origini del nostro tardobarocco all’interno dell’Auditorium San Vincenzo Ferreri possa continuare a essere fruibile al pubblico.

La commemorazione dei fatti del 1693, quando la nostra città fu sconvolta dal suo più celebre terremoto, non ha solo uno sguardo al passato, ricordandoci da dove nasce la città odierna, ma si pone come riscoperta delle nostre radici, approfondimento su un presente architettonico da valorizzare, proiezione al futuro affinché Ragusa non si faccia trovare impreparata nella malaugurata eventualità di nuovi sismi” . Tutti gli eventi della tre giorni di “A.D. 1693 - la memoria e l’orgoglio” sono stati molto partecipati, dalla commemorazione civile presso il Portale San Giorgio alle due conferenze dedicate al terremoto del 1693 ed alla rinascita, coordinate da Stefano Vaccaro.

Anche il vicesindaco Giovanna Licitra rimarca il valore commemorativo dell’evento: E’ in tutto ciò di cui abbiamo parlato nel corso degli eventi culturali della tre giorni, che dobbiamo trovare il senso per continuare nella laboriosa preservazione del territorio e delle edificazioni che su di esso si sono fatte e si continuano a fare. Vicende che ancora una volta devono richiamare alla responsabilità le persone, ognuna nel proprio ruolo e nel tratto di vita che di volta in volta ci è concesso attraversare, assumendo l’impegno della conservazione, della tutela e della valorizzazione della vita umana, in primo luogo, e dunque anche del patrimonio già esistente e di quello che si andrà ad edificare affinché le generazioni future possano ricordare il senso dell’opera e trarne insegnamento.