La Camera dei deputati ha approvato il nuovo decreto bollette, un provvedimento che introduce misure urgenti per sostenere il potere d’acquisto di famiglie e imprese. Il testo, che ora passa al Senato per la conversione definitiva entro il 21 aprile 2026, mette in campo un contributo straordinario una tantum e nuove strette contro il telemarketing selvaggio. Tra le decisioni più rilevanti spicca anche il rinvio della chiusura delle centrali a carbone, una scelta strategica dettata dalla necessità di garantire la sicurezza energetica nazionale in un contesto internazionale ancora instabile.
Il bonus da 115 euro: a chi spetta lo sconto automatico
La misura centrale del provvedimento è il contributo straordinario da 115 euro destinato ai titolari del bonus sociale elettrico. Lo stanziamento complessivo di 315 milioni di euro per il 2026 punta ad aiutare i nuclei familiari in condizioni di disagio economico. Il beneficio scatterà in modo automatico per chi rispetta i seguenti parametri ISEE:
- Inferiore a 9.796 euro per nuclei con un massimo di tre figli a carico.
- Inferiore a 20.000 euro per le famiglie con quattro o più figli.
Inoltre, il decreto bollette estende per la prima volta le agevolazioni al settore del teleriscaldamento, che in Italia coinvolge circa 2,5 milioni di cittadini. Alberto Gusmeroli, presidente della Commissione Attività Produttive, ha definito l’intervento “un atto di buonsenso e di equità” sottolineando come questo aiuti a colmare una lacuna normativa nel contrasto alla povertà energetica.
Addio al telemarketing aggressivo nel settore energia
Il governo ha deciso di usare il pugno di ferro contro le sollecitazioni commerciali moleste. Le nuove norme vietano ai fornitori di contattare telefonicamente i consumatori per proporre contratti di luce e gas, a meno che non vi sia una richiesta diretta dell’utente o un consenso esplicito già fornito dai clienti attivi. Ogni chiamata dovrà provenire da un numero identificabile, pena la nullità del contatto. Questa stretta punta a tutelare i cittadini dalle pratiche scorrette che hanno caratterizzato il mercato energetico negli ultimi anni.
Proroga del carbone al 2038 e le critiche delle associazioni
Sul fronte della produzione, il decreto bollette sposta la chiusura delle centrali a carbone dal 2025 al 2038. La Lega sostiene con forza questa scelta, richiamando “la necessità di garantire la sicurezza energetica nazionale” e “la protezione delle famiglie da ulteriori rincari in bolletta” causati dalle tensioni in Medio Oriente. Tuttavia, le associazioni dei consumatori restano scettiche. Il Codacons ha infatti dichiarato che: “I bonus in favore delle famiglie meno abbienti rappresentano un palliativo che non risolve il problema del caro-energia né la crisi delle ultime settimane”. Anche l’Unione Nazionale Consumatori ha espresso preoccupazione, evidenziando come i recenti rialzi nel mercato tutelato non siano stati sufficientemente tamponati nel breve periodo. Per restare aggiornati sulle evoluzioni normative, consultate il sito della Camera dei Deputati



