Se nell’estratto conto di marzo 2026 l’accredito dell’Assegno Unico risulta drasticamente ridotto rispetto ai mesi scorsi, non si tratta di un errore, ma dell’applicazione delle norme sulla trasparenza reddituale. Da questo mese, infatti, l’INPS eroga la prestazione basandosi esclusivamente sui dati del nuovo ISEE 2026.
Il nodo dell’importo minimo
In assenza di una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) valida o non ancora acquisita dai sistemi, l’Istituto Previdenziale procede al pagamento della “quota base”, ovvero l’importo minimo previsto per chi non presenta alcuna documentazione economica. Questo accade se:
- Non hai ancora richiesto il rinnovo dell’ISEE.
- La DSU è stata presentata ma risulta ancora “in lavorazione”.
- L’attestazione non è stata ancora correttamente collegata alla tua domanda di Assegno Unico.
La corsa contro il tempo: recupero arretrati entro giugno
Non tutto è perduto, ma è fondamentale rispettare una scadenza specifica per evitare perdite definitive:
- Entro il 30 giugno 2026: Presentando l’ISEE entro questa data, hai diritto al conguaglio. L’INPS ricalcolerà la tua posizione e ti verserà tutti gli arretrati spettanti a partire dalla mensilità di marzo.
- Dopo il 30 giugno 2026: Se l’ISEE viene presentato nella seconda metà dell’anno, l’importo verrà sì adeguato, ma solo per il futuro. Perderai definitivamente il diritto a recuperare le somme più alte relative ai mesi di marzo, aprile, maggio e giugno.
Cosa controllare subito: 3 verifiche fondamentali
Se hai già provveduto al rinnovo ma ricevi comunque la quota minima, segui questi passaggi:
- Stato dell’attestazione: Accedi al portale INPS e verifica che l’ISEE risulti “attestato”. Se è ancora “in lavorazione”, i pagamenti rimarranno al minimo finché la procedura non si conclude.
- Stato della domanda: Nel tuo fascicolo previdenziale, controlla che la domanda di Assegno Unico Universale (AUU) sia in stato “accolta” e non presenti anomalie o richieste di integrazione.
- Correttezza dei dati: Verifica che l’IBAN inserito sia ancora valido e che non ci siano stati cambiamenti nel nucleo familiare non comunicati tempestivamente.
In sintesi: Il mese di marzo è il banco di prova per il tuo ISEE. Se non l’hai ancora fatto, hai tempo fino a fine giugno per regolarizzare la tua posizione e riottenere l’importo pieno comprensivo di arretrati.




