La Rottamazione Quinquies, introdotta dalla Manovra 2026 (Legge n. 199/2025), si presenta come l’ultima chiamata per regolarizzare i conti con il Fisco a condizioni agevolate. Sebbene la promessa di abbattere sanzioni e interessi sia allettante, la nuova definizione agevolata nasconde trappole procedurali che non ammettono errori: nel 2026, la precisione conterà più della buona fede.
Il perimetro della sanatoria: chi rientra?
Il piano riguarda i carichi affidati all’agente della riscossione nel lunghissimo periodo che va dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Tuttavia, il legislatore ha tracciato confini netti:
- Sì: Omessi versamenti derivanti da dichiarazioni regolarmente presentate (il cosiddetto “vorrei ma non posso”).
- Sì: Debiti contributivi INPS (salvo quelli derivanti da accertamenti specifici).
- Vantaggio: Si paga solo la quota capitale e le spese accessorie, con lo stralcio totale di sanzioni e interessi di mora.
Un piano a lungo termine: 9 anni di rate
La novità più rilevante è la flessibilità temporale. Il debito può essere estinto in un’unica soluzione o dilazionato in un massimo di 54 rate bimestrali (circa 9 anni).
- Il debutto: La prima scadenza è fissata al 31 luglio 2026.
- Il calendario: Nel 2026 sono previste tre finestre (luglio, settembre, novembre). Dal 2027 il ritmo diventa bimestrale (gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre, novembre) fino al 2035.
- Il costo: Sulle rate successive alla prima si applica un tasso di interesse del 3% annuo.
Il “Lato Oscuro”: la decadenza senza paracadute
Se la struttura del piano è generosa, il meccanismo di esclusione è spietato. A differenza della precedente “Quater”, la Quinquies riduce drasticamente i margini di tolleranza.
Attenzione al centesimo: Un versamento insufficiente, anche di pochi euro o dovuto a un errore di arrotondamento nel modello F24, comporta la decadenza immediata dai benefici. Non si viene puniti solo se non si paga, ma anche se si paga in modo impreciso.
La fine del “Periodo di Grazia”
I contribuenti abituati ai “5 giorni di tolleranza” della precedente rottamazione devono cambiare mentalità. Nella Quinquies, il rischio di veder saltare l’intero castello agevolato per un intoppo bancario dell’ultimo minuto è altissimo. La regola è ferrea: si decade se non si paga la prima rata o se se ne saltano due anche non consecutive.
Cosa succede se si decade?
La caduta dalla sanatoria ha effetti immediati e pesanti:
- Si perde integralmente lo sconto su sanzioni e interessi.
- L’agente della riscossione riprende le azioni esecutive (fermi amministrativi, pignoramenti).
- Le somme versate fino a quel momento vengono trattenute come acconti, ma il debito torna a lievitare ai valori originari.
3 Consigli per non fallire l’adesione
Per evitare che la Quinquies si trasformi in un boomerang, gli esperti suggeriscono un approccio prudente:
- Anticipo strategico: Non ridursi all’ultimo giorno utile. Un blackout dei sistemi di home banking o un ritardo nell’accredito dei fondi può essere fatale.
- Sostenibilità reale: Nove anni sono un orizzonte lunghissimo. Meglio scegliere un numero di rate che garantisca una rata mensile “comoda” piuttosto che un piano troppo aggressivo che rischia di saltare alla prima spesa imprevista.
- Domiciliazione blindata: Se si sceglie l’addebito diretto sul conto, assicurarsi che la disponibilità sia presente con almeno 48 ore di anticipo sulla scadenza.













