L’assegno unico universale di aprile 2026 arriverà con importi più bassi rispetto ai mesi precedenti: il contributo ha già incorporato la rivalutazione ISTAT, il ricalcolo sulla base del nuovo ISEE e gli eventuali arretrati erogati tra febbraio e marzo. Le date di accredito fissate dall’INPS sono il 20 e 21 aprile per i nuclei senza variazioni, mentre chi ha presentato nuova domanda o modifiche del nucleo dovrà attendere tra il 27 e il 30 aprile.
L’assegno unico universale è la misura di sostegno alle famiglie con figli a carico introdotta in Italia nel marzo 2022, che ha sostituito un sistema frammentato di detrazioni e bonus. Secondo i dati INPS, nel 2025 ha raggiunto oltre 5,7 milioni di nuclei familiari per un totale di circa 18,2 miliardi di euro erogati nell’anno. È uno degli strumenti di welfare più capillari attualmente attivi, e ogni aggiornamento delle soglie o degli importi ha un impatto diretto e immediato su milioni di famiglie italiane.
Per aprile, la riduzione degli importi rispetto a febbraio e marzo non segnala un taglio della misura, ma semplicemente la fine della fase straordinaria: quei mesi incorporavano la rivalutazione ISTAT e i possibili arretrati legati al nuovo ISEE. Da aprile si torna alla cifra mensile ordinaria prevista per il 2026.
Assegno unico aprile 2026: importi, soglie ISEE e scadenza DSU
L’importo minimo, riconosciuto automaticamente ai nuclei che non hanno presentato o aggiornato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), è passato da 57,50 a 58,30 euro mensili per figlio per effetto della rivalutazione applicata da febbraio. Chi invece ha un ISEE nella fascia più bassa — fino a 17.468,51 euro, soglia aggiornata dai precedenti 17.227,33 euro — può ricevere fino a 203,80 euro mensili per figlio, circa tre euro in più rispetto al massimo del 2025.
La soglia superiore, oltre la quale si percepisce solo l’importo minimo, è salita da 45.939,56 a 46.582,71 euro di ISEE. Chi non ha ancora presentato la DSU aggiornata per il 2026 ha tempo fino al 30 giugno: passata questa data, perde il diritto al conguaglio degli arretrati maturati da gennaio.
Le maggiorazioni fisse hanno beneficiato anch’esse della rivalutazione. Quella per i figli under 21 non autosufficienti sale da 120,60 a 122,30 euro, quella per i figli con disabilità passa da 97,70 a 110,60 euro a seconda del livello di gravità. Più contenuto il ritocco per la maggiorazione destinata ai figli di madri con meno di 21 anni: da 23 a 23,30 euro.
Per i nuclei con figli al di sotto di un anno di età, l’importo dell’assegno raddoppia fino al compimento del primo anno di vita. Un incremento del 50% è invece previsto per le famiglie con almeno tre figli e ISEE sotto la soglia massima. Per quelle con quattro o più figli è prevista una maggiorazione forfettaria fissa di 150 euro.
Come cambia il calcolo dell’ISEE nel 2026
Un elemento che può incidere favorevolmente sull’importo percepito riguarda le modifiche al calcolo dell’ISEE introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Le franchigie immobiliari sono state innalzate: per chi vive nelle città metropolitane possono raggiungere i 120.000 euro, riducendo il peso della prima casa nel calcolo dell’indicatore. Sono stati inoltre esclusi dall’ISEE gli immobili dichiarati inagibili o distrutti a seguito di calamità naturali, e confermata l’esclusione di titoli di Stato e buoni fruttiferi postali fino a 50.000 euro.
Cambia anche la scala di equivalenza per i nuclei numerosi, con un trattamento più favorevole rispetto al passato. Per molte famiglie questi aggiustamenti si tradurranno concretamente in un ISEE più basso rispetto al 2025, e quindi in un assegno unico più alto — a parità di reddito reale.




