Un bambino di 9 anni di Sante Croce Camerina, con diagnosi di disturbo dello spettro autistico, avrebbe fatto registrare progressi inattesi nel linguaggio dopo due pellegrinaggi al Santuario di Padre Pio. La vicenda, circolata in ambienti religiosi locali, ha acceso un dibattito tra chi parla di grazia e chi chiede rigore scientifico.
Una frase al cimitero, cinque anni fa
Aveva quattro anni quando, durante una visita al cimitero, pronunciò qualcosa che nessuno si aspettava. Il bambino — che allora comunicava a fatica — indicò il vuoto davanti a sé e disse di vedere Padre Pio, descrivendo anche le stimmate. I genitori controllarono: nessuna immagine sacra nei paraggi, nessun riferimento visibile al frate di Pietrelcina.
Pochi mesi dopo, la famiglia si recò a San Giovanni Rotondo. Appena entrato nel Santuario, il bambino riconobbe il volto del Santo nelle immagini esposte come identico a quello che sosteneva di aver visto.
I miglioramenti e la reazione della logopedista
Circa un anno fa, il secondo viaggio sul Gargano. Al rientro, i genitori notarono cambiamenti concreti: il bambino parlava di più, comprendeva meglio, interagiva in modo più fluido. Progressi che le terapie precedenti non avevano prodotto. La professionista che lo segue da tempo, rimasta colpita dalla svolta, avrebbe usato le parole “un vero e proprio miracolo”.
L’esperto: “I progressi si spiegano, senza cercare il soprannaturale”
Il neuropsichiatra infantile Giovanni Vaccaro, 25 anni di lavoro sull’autismo, invita però alla cautela così come riporta il Corrierediragusa.it. Ogni caso di spettro autistico segue una traiettoria propria, spiega, e i miglioramenti possono emergere anche a distanza di tempo grazie a interventi terapeutici prolungati. Rispetto per le famiglie, sì — ma anche responsabilità: alimentare aspettative miracolose, avverte, rischia di distogliere l’attenzione dai percorsi clinici validati.
Una storia aperta
Fede o scienza, miracolo o maturazione neurologica: la vicenda non offre risposte definitive. Resta il racconto di una famiglia che ha trovato speranza, e un richiamo degli esperti a non abbandonare la strada della medicina. Due piani che, in storie come questa, difficilmente smettono di intrecciarsi.
Per approfondire i percorsi di supporto alle famiglie con bambini autistici, consulta le risorse dell’Istituto Superiore di Sanità e i nostri articoli dedicati alla disabilità nel territorio ibleo.



