La settimana si è conclusa con un’instabilità più attenuata rispetto alle previsioni, ma rappresenta comunque l’inizio di una fase dominata da fenomeni termoconvettivi e condizioni atmosferiche irregolari. Gli esperti individuano una possibile svolta più marcata verso la metà del mese, quando l’Atlantico potrebbe tornare protagonista con un impulso più deciso.
Secondo le proiezioni, la corrente groenlandese potrebbe intensificarsi dopo il 12‑13 marzo, favorendo la discesa di una saccatura più strutturata verso il Mediterraneo occidentale. Tale dinamica sarebbe sostenuta da un rialzo della pressione sul medio Atlantico, capace di indirizzare verso sud-est un affondo perturbato più consistente. Non è tuttavia escluso che, almeno nella fase iniziale, la presenza di valori barici medio‑alti alle basse latitudini possa frenare l’ingresso della perturbazione, costringendola a scivolare lungo la Penisola Iberica fino a evolvere in un possibile cut‑off.
Nel frattempo, il vortice ciclonico posizionato tra Spagna e Nord Africa sta sollevando una vasta nube di polvere sahariana diretta verso il Mediterraneo e parte dell’Europa occidentale. Questo fenomeno sta già determinando cieli lattiginosi su diverse regioni, inclusa la Calabria, e le cosiddette “piogge sporche”, con depositi di pulviscolo su auto, balconi e superfici esterne. Episodi di questo tipo sono frequenti quando correnti meridionali trasportano aria carica di sabbia dal Sahara verso il continente europeo. (Fonte mappa: European Union, Copernicus Atmosphere Monitoring Service – CAMS, dati implementati da ECMWF)

Nonostante le incertezze, la persistenza dell’Atlantico e una configurazione più orientata lungo l’asse nord‑ovest/sud‑est sembrano poter prevalere, aprendo la strada a una fase più instabile e potenzialmente caratterizzata da circolazioni cicloniche sul Mediterraneo. Resta comunque da valutare come tale scenario potrà concretizzarsi nella seconda metà del mese.
Gli analisti sottolineano infatti che, pur in presenza di un probabile cambio di circolazione, rimangono diversi elementi di incertezza: non è ancora chiaro se il Mediterraneo potrà sperimentare un clima più mite e sciroccale oppure, in presenza di un anticiclone sull’Europa nord‑orientale, condizioni leggermente più fresche dovute a richiami da levante o nord‑est.
Questi scenari sono tipici delle fasi di transizione stagionale, quando l’energia atmosferica aumenta e le correnti atlantiche tendono a riattivarsi. L’interazione tra polvere sahariana, instabilità e affondi perturbati rende il quadro particolarmente dinamico, con possibili differenze marcate tra le varie regioni italiane.




