Modica – Le due giornate trascorse a Niscemi da parte dei volontari della Misericordia che si sono recati sul posto a consegnare le derrate alimentari raccolte con l’iniziativa “Un Aiuto concreto a Niscemi” in collaborazione con la Misericordia di Niscemi hanno lasciato un segno profondo nel cuore dei volontari ma anche dei ragazzi del Servizio Civile Universale che li hanno affiancati in questa esperienza.
“Per noi-hanno dichiarato Benedetta, Caterina e Gloria- è stata un’esperienza toccante e formativa. Siamo orgogliose di aver potuto prendere parte aiutando concretamente la popolazione di Niscemi in questo momento di grande crisi e difficoltà. Toccare con mano la gravità della situazione ci ha fatto capire quanto alle volte sia necessario sensibilizzare la comunità alla solidarietà. Ci siamo inoltre rese conto che un piccolo gesto può fare la differenza. L’accoglienza da parte della Misericordia di Niscemi ci ha riempito il cuore e ci ha permesso di creare nuove amicizie e tanti sorrisi.”
Ricordiamo che sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo gli operatori della Misericordia di Modica si sono recati a Niscemi grazie ai furgoni messi a disposizione dai soci UNITRE di Modica che hanno anche contributo alla raccolta. Un ringraziamento va anche all’Istituto Comprensivo Santa Marta, ai dipendenti del Consorzio di bonifica Ragusa, alla scuola Mickey Mouse e ai centri anziani di Modica Sorda e Modica Alta che si sono spesi per questa importante iniziativa.
“Pensavamo di dare ed invece abbiamo ricevuto accoglienza, stile e comportamento sobrio di una popolazione provata-ha commentato così il dott. Angelo Gugliotta Governatore della Misericordia la visita a Niscemi- – La nostra presenza con tanti volontari è stato il nostro modo di dimostrare la vicinanza alla popolazione. Abbiamo offerto il nostro servizio non solo materialmente nella preparazione dei pacchi della spesa solidale da donare alle famiglie in difficoltà ma anche regalando giochi ai bambini e offrendo momenti di condivisione e ascolto a quanti sono venuti in quei giorni alla mensa a raccontare le loro storie di vita segnate da quel dramma.”




