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Ragusa, caso Commissione Risorse

M5 e Pd: non vediamo uno sbocco positivo

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Ragusa, caso Commissione Risorse Ragusa, caso Commissione Risorse

Non gettano la spugna i tre consiglieri comunali di Ragusa componenti della commissione quarta ‘Risorse’ e anzi lamentano il tiepido riscontro avuto da parte di maggioranza ed amministrazione alla loro richiesta di intervenire contro “l’assurda e arbitraria procedura di sostituzione di un componente ritenuto, con troppa fretta, assente, da parte della Presidente di commissione, Giovanna Occhipinti” di cui avevano chiesto persino le dimissioni. I fatti sono ormai noti ma li ripercorriamo brevemente: la presidente Occhipinti, pur in presenza di 7 consiglieri, aveva sostituito di propria iniziativa il consigliere Rinzivillo, non ancora arrivato, con il suo collega di gruppo Andrea Tumino.Ne erano seguite le proteste di Rinzivillo ed il passo indietro dell’ignaro Tumino.

Ora, Sergio Firrincieli ed Alessandro Antoci del M5 e Mario Chiavola, dopo aver disertato la seduta dell’organo consiliare del 15  marzo scorso, come precedentemente annunciato, prendono atto  che “nel corso della seduta, si è registrato solo l’intervento della consigliera di maggioranza Raimonda Salamone che ha auspicato un rientro della protesta, dopo un necessario chiarimento con un giusto confronto al fine di permettere una normale rappresentanza della democrazia nell’organo consultivo”. E a proposito di una nota congiunta, inviata al sindaco, al segretario generale e al presidente del Consiglio, ammettono che quest’ultimo, Fabrizio Ilardo, “ha fornito una prima risposta, che apprezziamo per la sollecita attenzione ma ci lascia del tutto insoddisfatti. Il presidente del Consiglio Ilardo, infatti, ritiene che l’episodio sia da ascrivere solo alla dialettica politica e auspica che, nello spirito di massima collaborazione, possa essere ripensata la posizione degli istanti, relativamente alla regolare partecipazione alle sedute”.

Da parte sua il dirigente Lumiera, facente funzioni di segretario generale, a detta dei tre consiglieri, verbalmente, in conferenza dei capigruppo, ha anticipato il suo parere favorevole sulla regolarità della seduta di commissione, che, su richiesta degli istanti, confermerà per iscritto. Anche il capogruppo di maggioranza, Andrea Tumino, riferiscono Firrincieli Antoci e Chiavola, ha auspicato uno sbocco positivo per la spinosa questione. Ma nonostante questi segnali i tre ribadiscono “quello che non si vuole comprendere, o si fa finta di non comprendere, però, è che il vulnus grave sta nella cosciente e palese violazione del regolamento che non permette alla presidente, né a nessun altro componente, di sostituire arbitrariamente un commissario, né di forzare, come elemento superpartes, la sua partecipazione alle sedute. Il regolamento parla chiaro, deve essere il componente a chiedere di essere sostituito da un collega, deve poi comunicarlo al capogruppo che informa il presidente della Commissione.

È di tutta evidenza che la presidente, avendo constatato la presenza di soli quattro membri di maggioranza, paventava un possibile abbandono della seduta da parte dei consiglieri di minoranza, che avrebbero potuto mirare a far mancare il numero legale. Non c’erano altre motivazioni per preoccuparsi di sostituire Rivillito, cosa che, peraltro non è nelle sue prerogative, dal momento che alla seduta partecipavano già 7 elementi”. Infine, Sergio Firrincieli, Alessandro Antoci e Mario Chiaovla concludono “aspettiamo che il presidente del Consiglio si renda conto che questi particolari non sono questioni di dialettica politica. Si tratta di una palese violazione del regolamento del Consiglio comunale e delle Commissioni, finalizzato alla manipolazione del regolamento, e su questo ci attendiamo la autorevole conferma anche del segretario generale facente funzioni, dott. Lumiera.

Non ci sono altri elementi su cui dissertare, manca una chiara ammissione sul fatto che non è stato rispettato il regolamento, per cui chi di dovere deve assumersi le responsabilità per rispetto al Consiglio comunale e all’Istituzione tutta”. (da.di.)

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