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Ragusa, ex scalo merci: il mistero del masterplan fantasma

La nota del Pd e di Territorio

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Ragusa, ex scalo merci: il mistero del masterplan fantasma Ragusa, ex scalo merci: il mistero del masterplan fantasma

Ex scalo merci a ragusa, il Pd e Territorio: il mistero del masterplan fantasma. Iniziamo dall’antefatto. Il segretario cittadino del Pd Peppe Calabrese qualche giorno fa si chiede che fina abbia fatto il Masterplan per la riqualificazione urbanistica dell’ex Scalo Merci di Ragusa e delle aree limitrofe, lo chiede al Sindaco e preannuncia che lo farà chiedere in consiglio comunale con una interrogazione del capogruppo Mario Chiavola. E per restar sempre nell’antefatto, Calabrese ripercorre l’iter del progetto “tale lavoro fu affidato oltre un anno fa con un incarico diretto a un professionista che avrebbe dovuto consegnare il documento già sette mesi fa” e mette i punti fermi sull’iter in questione “l’affidamento per incarico diretto all’architetto Maria Giuseppina Grasso Cannizzo con una determinazione del 30 dicembre 2019 con disciplinare d’incarico firmato il 3 febbraio 2020, prevedeva che il frutto del lavoro dell’incaricata venisse consegnato al Comune entro sei mesi.

Quindi, a 13 mesi dall’incarico e sette dal termine indicato nel disciplinare, per quanto ne sappiamo, del Masterplan al Comune di Ragusa non c’è l’ombra. Considerando che la prima volta che questa amministrazione ha annunciato pubblicamente l’intenzione di acquisire l’area dell’ex Scalo Merci per riqualificarla è stata il 10 dicembre del 2018, abbiamo la netta impressione che a una accelerazione iniziale stia seguendo una situazione di stallo inspiegabile”: Ma ci sono altri punti critici individuati dal segretario dem “vorremmo sapere come mai l’amministrazione abbia scelto di procedere con l’incarico diretto invece di attivare un concorso di progettazione che avrebbe coinvolto più professionisti tra i quali, poi, fare una selezione” per giungere a ribadire uno dei cavalli di battaglia del Pd in materia di affidamenti di questo tipo “in ultimo insistiamo nel suggerire all’amministrazione Cassì, ancora una volta, di avvalersi della procedura del concorso di progettazione soprattutto per i grandi progetti che potrebbero segnare per sempre il modo di vivere la nostra città”.

Manco a farlo apposta, il giorno dopo la nota della segreteria Pd, ecco che il sindaco Cassì, come sua brutta abitudine (di non fare su certe questioni comunicati stampa ufficiali) dichiara ad un organo di stampa che il masterplan sarebbe stato consegnato nei giorni scorsi. A rivelare l’arcano è il segretario cittadino di Territorio Michele Tasca che parla di “valutazioni assai negative su alcuni passaggi dell’attività amministrativa a Palazzo dell’Aquila”, valutazioni condivise con l’intera segreteria e con il direttivo e che bollano l’operato di Cassì come “gestione quasi privatistica della cosa pubblica”. Anzi Tasca (e non dimentichiamoci che Territorio è creatura prediletta di Nello Dipasquale) aggiunge “apprendiamo, ma solo dalla stampa, che il masterplan sarebbe stato consegnato nei giorni scorsi: il sindaco ritiene impossibile mostrare il frutto di questo lavoro alla comunità, dato il momento pandemico, ma, in ogni caso, non ritiene di darne nemmeno notizia, dopo tanti mesi di attesa.

Non solo, si apprende anche che i successivi passaggi saranno il progetto definitivo e quello esecutivo che si ritiene sarà pronto a metà aprile, fra circa un mese, per poi passare, nel giro di 60 giorni alla gara. In pratica, la città avrà un progetto a scatola chiusa per il quale non è prevista non solo nessuna condivisione ma nemmeno la conoscenza dello stesso”. Poi il segretario di Territorio prosegue “per un progetto così importante   si ritiene essenziale non diciamo il confronto ma almeno la conoscenza di quello che si andrà a fare, considerato che, se non andiamo errati, il masterplan riguardava tutta l’area circostante e non solo quella dello scalo merci” e conclude “non è questo il modo di procedere per questioni così importanti per la città, il sindaco e tutta la giunta si assumono una grossa responsabilità per decisioni che meriterebbero più ampia partecipazione, pur nel rispetto delle decisioni finali che restano di competenza di chi amministra”: A far eco a Territorio e a riprendere la parola è Peppe Calabrese da cui tutto era iniziato “apprendiamo dal sindaco Cassì, con una dichiarazione alla stampa, che il Masterplan per la riqualificazione dell’ex Scalo Merci di Ragusa è pronto ed è in possesso dell’Amministrazione da alcuni giorni, anche se con almeno sei mesi di ritardo. Vien da chiedersi, però, come mai la notizia salta fuori solo dopo che il Partito Democratico annuncia un’interrogazione consiliare in merito.

Da questa amministrazione, che si avvale di una comunicazione bulimica, ci saremmo aspettati un annuncio, un’informazione di qualsiasi tipo per dire alla città che si erano fatti passi avanti e che bisognava smettere di contare i giorni di ritardo sulla consegna di un lavoro così importante, tra l’altro affidato direttamente a un singolo professionista. Eppure, Cassì ha deciso di tenere il documento in un cassetto, almeno fino a quando il PD non ha sollevato la questione”. Quindi il segretario cittadino dem incalza “questa volta, però, il sindaco non si è limitato a tranquillizzare sui ritardi, ma si è spinto anche a delineare il cronoprogramma delle prossime fasi: stesura del progetto definitivo e successivamente di quello esecutivo già entro aprile per poi avviare le procedure di gara in circa due mesi. Tutto questo, ovviamente, senza far sapere nulla alla città, senza condividere minimamente all’esterno di Palazzo dell’Aquila il lavoro fatto, senza dare la possibilità a nessuno di dire la propria”. Poi Calabrese prosegue con le proprie argomentazioni “sottolineamo ancora una volta che se si fosse proceduto con l’indizione del concorso di progettazione, non solo avremmo avuto il documento nei tempi stabiliti, ma il Comune sarebbe stato già nelle condizioni di fare una prima scrematura delle proposte che sarebbero arrivate e, pur nell’emergerza Covid, si sarebbe potuto avviare un dibattito nella città su quale scelta preferire, in modo collegiale, visto che si tratta di un intervento che cambierà definitivamente il modo di vivere il centro di Ragusa.

Pur avendo ribadito ripetutamente la disponibilità del Partito Democratico a collaborare con l’Amministrazione a beneficio della collettività, continuiamo a notare un atteggiamento di diffidenza da parte del primo cittadino e dell’intera amministrazione tale da spingerci a continuare la nostra azione di opposizione per essere da pungolo a questo governo cittadino che, spesso, cede ad atteggiamenti letargici”. (da.di.)

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