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"Bagno arabo di Mezzagnone" a Santa Croce Camerina

all'interno del parco archeologico di Kamarina Cava d'Ispica

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"Bagno arabo di Mezzagnone" a Santa Croce Camerina "Bagno arabo di Mezzagnone" a Santa Croce Camerina

Energie che si intrecciano, voci e suoni che irrompono, arti che raccontano. “Cento Sicilie” con i suoi performer che cantano, danzano, dipingono, recitano testi di grandi autori siciliani come Pirandello, Sciascia, Bufalino, solo per citarne alcuni, ha abbracciato e al tempo stesso ha restituito alla pubblica fruizione, il sito archeologico “Bagno arabo di Mezzagnone”, nel territorio di Santa Croce Camerina, all’interno del parco archeologico di Kamarina-Cava d’Ispica. Venerdì scorso, al calare del sole, quando il tramonto dona sfumature cangianti, il progetto di valorizzazione dei siti archeologici siciliani, ideato e diretto da Lelio Giannetto, prodotto da Curva Minore, con il sostegno dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana retto dall’assessore Alberto Samonà, proprio in sinergia con il Parco Archeologico di Kamarina-Cava d’Ispica, ha dunque restituito alla collettività l’antico sito archeologico riaperto dopo un progetto di restauro che ne ha messo in luce tutte le peculiarità di un complesso monumentale che risale al VI secolo d.C.

Inizialmente mescolati tra il pubblico, dopo gli interventi del nuovo soprintendente Antonino De Marco, del direttore del parco Domenico Buzzone e un affascinante focus storico dell’archeologo Giovanni Di Stefano, gli artisti hanno dato vita alle proprie differenti performance sprigionando energie dai cerchi segnati sulla terra e in cui erano circoscritti. Onde sonore che si sono allargate, pulsando attraverso simbolici cerchi concentrici, catturando gli spettatori coinvolti ciascuno in un proprio personale percorso sensoriale. Alla fine tutti gli artisti hanno lasciato le proprie postazioni e, dopo aver tolto le bende, hanno creato a loro volta un unico grande cerchio ed iniziato ad emettere con la propria voce una lunghissima nota musicale che, per questo luogo secolare, ha rappresentato la sveglia verso una nuova vita, una nuova fruizione. Il cerchio della vita che si apre e si chiude e che continua e continuerà attraverso i millenni.

Il progetto, che unisce arte e cultura alla valorizzazione dei siti archeologici, prosegue venerdì prossimo 4 settembre al Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria

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Cento Sicilie
Alberto Samona
Bagno Arabo
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