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Aperture domenicali a Ragusa: un caos di ordinanze e deroghe

La nota dei consiglieri democratici Chiavola e D'Asta

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Aperture domenicali a Ragusa: un caos di ordinanze e deroghe Aperture domenicali a Ragusa: un caos di ordinanze e deroghe

Ragusa - Soddisfatti per il divieto emanato dal sindaco Cassì per gli impianti 5G, non lo sono altrettanto, i consiglieri democratici Mario Chiavola e Mario D’Asta, per le gestione delle aperture domenicali iniziate domenica scorsa in quello che i due definiscono “un caos tra ordinanze e deroghe”. E ne fanno la cronistoria “prima l’ordinanza della Regione, poi la deroga della Protezione civile. Quindi, le ordinanze comunali. Insomma, la confusione regna sovrana sulle aperture domenicali. Confusione che si aggiunge a confusione e che penalizza i lavoratori”. Del resto, proseguono Chiavola e D’Asta “tra Regione e Comune non poche sono state le decisioni contraddittorie mentre il personale dipendente ha dovuto pagare uno scotto non da poco, già a partire da domenica scorsa.

Forse sarebbe stato meglio se questa amministrazione si fosse espressa chiarendo la propria posizione, chiarendo se era d’accordo o meno rispetto alle aperture domenicali, invece di fare da “passacarte” per l’ennesima volta. Come è accaduto già in altre occasioni, la Giunta Cassì decide di non decidere, stabilisce che è meglio non esporsi (forse per non inimicarsi l’amico Nello Musumeci, presidente della Regione) e determinare di dare corso alle scelte calate dall’alto senza neanche colpo ferire. Scelte calate dall’alto che non sono neppure il frutto di accordi con la controparte dato che i sindacati di categoria hanno redatto una diffida nei confronti della Regione dato che quest’ultima, a mezzo Protezione civile, rilascia una circolare per dirimere la controversa vicenda”.

Mario Chiavola e Mario D’Asta infine constatano che “in difficoltà c’è un settore intero per la incapacità di raccordarsi, programmare e pianificare” e concludono “e se invece questa amministrazione avesse incontrato le parti? Se avesse cercato di giocare un ruolo di mediazione, di organizzazione, di programmazione e pianificazione così come in passato, da altre amministrazioni, era stato tentato di fare? E, soprattutto, se avesse deciso di fare sentire la propria vicinanza al personale dipendente delle varie attività commerciali che, nel giro di 12 ore, sono state autorizzate a riaprire, accelerando le procedure previste e scatenando non pochi problemi?  Questa amministrazione avrebbe potuto decidere di assumere un altro atteggiamento. E, invece, ha scelto di non fare nulla. Purtroppo, nulla”. (da.di.)

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