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Ragusa, Consiglio comunale del 17 marzo: le obiezioni di Ragusa in Movimento

Assurda convocazione del Consiglio comunale

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Ragusa, Consiglio comunale del 17 marzo: le obiezioni di Ragusa in Movimento Ragusa, Consiglio comunale del 17 marzo: le obiezioni di Ragusa in Movimento

Ragusa - Questa volta ci sembra proprio che l’associazione politico-culturale Ragusa in movimento ed il suo dinamico presidente, Mario Chiavola, abbiano preso, non ce ne vogliano, un abbaglio. Stiamo parlando di una dura nota stampa con cui i suddetti parlano di “assurda convocazione del consiglio comunale per martedi’ 17 marzo” aggiungendo “ma che esempio si sta dando alla città da parte di una istituzione? è inaccettabile”.  A questo punto è d’obbligo ricordare che lo stesso Sindaco Cassì (come riportato già nel nostro giornale), ha spiegato “nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio ci sono solo punti non rimandabili, dalla cui approvazione dipende la possibilità di ottenere importanti finanziamenti per questo Comune.

Anche in queste giornate le Istituzioni sono chiamate a svolgere il loro ruolo, rispettando ovviamente tutte le prescrizioni di sicurezza”. Precisato quanto sopra è comunque nostro dovere di cronisti dare spazio a Ragusa in movimento e alle sue motivazioni. Scrive dunque Mario Chiavola “la comunità ragusana continua a domandarsi che senso abbia convocare una seduta del Consiglio comunale nella giornata di martedì 17 marzo, in piena situazione di emergenza per il coronavirus. Mentre da un lato si chiede alla città, giustamente, di stare a casa, in ossequio ai decreti emanati dal Governo nazionale, dall’altro perché si sceglie di riunire il civico consesso?

Quali sono questi atti straordinari e indifferibili di cui la città non può fare a meno? E’ questo l’interrogativo che ci poniamo”. Poi Chiavola incalza stigmatizzando la decisione assunta dal presidente del Consiglio comunale, Fabrizio Ilardo. “Al di là dei punti inseriti all’odg è l’esempio che si dà alla cittadinanza che è completamente sbagliato. Esempio che, venendo da una istituzione, dovrebbe essere ineccepibile. E, invece, che cosa accade? Martedì un gruppo di consiglieri si riunirà, come se nulla fosse, in un’aula consiliare che, per conformazione, non potrà neppure contenerli tutti rispettando l’obbligo del metro di distanza interpersonale.

La minoranza sarà presente con un rappresentante per gruppo mentre la maggioranza dovrà necessariamente essere presente in forza per esitare i punti all’odg. In un momento come questo, ci sfugge davvero la logica di tutto ciò. Tra i punti, anche una variazione di bilancio e un debito fuori bilancio. Ma davvero, considerata la situazione di emergenza straordinaria, non si potevano trovare altre soluzioni? Davvero non si può in qualche modo rimandare questa seduta? Ma che esempio darete ai ragusani? Speriamo che qualcuno in seno a palazzo dell’Aquila si ravveda e che la seduta del Consiglio comunale possa essere revocata”. (da.di.)

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