Provincia dimezzata

Ragusa, Enti provinciali iblei: tutti commissariati

Giorgio Massari “una Provincia a democrazia dimezzata”

Enti provinciali iblei tutti commissariati. “Commissariamento della provincia, commissariamento dell’Irsap, depotenziamento della Camera di Commercio di Ragusa per accorpamento a Catania e Siracusa”.

Un quadro dai colori neri che viene descritto da Giorgio Massari nella sua qualità di coordinatore provinciale del Movimento Città Italia, che raccoglie un sostanzioso numero di primi cittadine dei comuni iblei. Afferma Massari “quanto citato descrive non solo la tragica mancanza di istituzioni legate ai territori che possano coordinare e sostenerne lo sviluppo, ma rafforzano nei fatti la delegittimazione del processo democratico come metodo per decisioni più efficaci e valide per le comunità locali. Questi commissariamenti non solo ci impoveriscono, ma ci restituiscono una democrazia dimidiata, vuota, lontana dalla democrazia costituzionale”. Quindi Giorgio Massari prosegue “il risultato è quello di una provincia in declino, senza un progetto di sviluppo, incapace di cogliere e valorizzare la sua posizione e vocazione euromediterranea, come ci viene attestato dagli studi non solo del Sole 24 o di Italia oggi, ma di recente anche da una ricerca condotta in collaborazione tra l’Università di Roma Tor Vergata e della Lumsa, che pone la provincia di Ragusa al posto numero 89 su 107, con un accresciuto divario economico e occupazionale, peggiori servizi pubblici e un capitale umano più povero.

Il dissesto idrogeologico a cui abbiamo assistito in questi giorni, con conseguenze tragiche per le cose e per le persone; la difficoltà di avere un sistema viario ed autostradale, portuale ed aereoportuale adeguato alle potenzialità del territorio, confermano quanto i dati ci mostrano”. Il motivo viene individuato dal coordinatore provinciale di Città Italia nel fatto che “assistiamo in Sicilia e a Ragusa in modo particolare e da lunghissimo tempo, ad una sospensione del dettato costituzionale e alla riduzione della democrazia locale a commissariamento eterodiretto, infinito e sempre più ramificato”. La spiegazione? Massari, da buon studioso di politica, rodato però nella partecipazione alla vita amministrativa locale, non può tralasciare di ricordare il dettato costituzionale, che nelle sue parole, diventa, non come molti vogliono credere e sempre più cercano di far credere, qualcosa di astratto e di obsoleto, ma una scrittura viva e palpabile.

Ed ecco come Massari conclude “siamo convinti che esista una relazione stretta tra sviluppo socio economico di un territorio e democrazia, o meglio tra qualità della democrazia e sviluppo. Lo sviluppo di un territorio non è mai un fatto monocromatico, ma vive della capacità di creare contesti partecipativi solidali ed integrati in cui i vari attori dello sviluppo possono attivare relazioni virtuose e esaltare le proprie diversità . Lo sviluppo è dato dalla capacità di governance propria della società civile e degli attori economici, ma soprattutto dal government, cioè dalla capacità e possibilità di guidare lo sviluppo di un territorio da parte dei soggetti democraticamente eletti. La nostra costituzione aveva giustamente pensato che l’architettura del governo locale si basasse sui comuni e sulle province.

I primi come enti esponenziali e di governo dei territori comunali, le seconde come organi di governo e programmazione dell’area vasta con funzione di coordinamento e gestione di beni, strutture e servizi eccedenti i confini comunali”. Fedele a questa sua doppia veste di teorico della politica e di persona impegnata nella vita amministrativa locale, Giorgio Massari, questa volta in veste di coordinatore del movimento Ragusa prossima ha organizzato la “notte bianca della politica”, una due giorni, che si terrà venerdì e sabato 15 e 16 novembre presso la camera di commercio di Ragusa . Per l’occasione, docenti studiosi e teorici della politica presenteranno i propri libri discutendone con il pubblico. (daniele distefano)