Dal 1 ottobre il divieto è entrato in vigore

Ragusa plastic free, Confcommercio chiede maggiore tolleranza

Si chiede proroga al 1 gennaio 2020

Ragusa plastic free, Confcommercio chiede maggiore tolleranza in questa prima fase. Confcommercio Ragusa sostiene la decisione presa dal sindaco Cassì che trasforma la città in una realtà urbana plastic free, ma si dice in parziale disaccordo su come questa tempistica è stata gestita.

Infatti, la comunicazione è stata diffusa a maggio di quest’anno precisando che dal 1 luglio sarebbe stato vietato l’uso di qualsiasi tipo di plastica per tutte le attività di somministrazione e generi alimentari. È stata concessa, inizialmente, una proroga di 90 giorni e poi, successivamente, di ulteriori 30 giorni. Quindi, ufficialmente, dal 1 ottobre il divieto è entrato in vigore. Confcommercio Ragusa aveva chiesto di fare entrare in vigore l’ordinanza dal 1 gennaio 2020 in quanto numerose attività commerciali ad inizio anno avevano messo dentro notevoli scorte di merce e in soli tre mesi non sarebbero state in grado di smaltirle. Dei 3 mesi richiesti dall’associazione di categoria, il Comune di Ragusa ne ha concesso soltanto uno. “Dal 1 ottobre – dichiara Tomasi – sono anche iniziati i controlli da parte delle forze dell’ordine, sanzionando chi non si attiene alle prescrizioni dell’ordinanza.

Siamo, ovviamente, per il rispetto delle regole: chiediamo solamente un pizzico di tolleranza in questa fase iniziale. Ricordiamo inoltre che è stata fatta una integrazione alla norma che esclude da questa ordinanza le aziende di grande distribuzione presenti a Ragusa che avranno così la possibilità di vendere il materiale plastico in altre città”. Inoltre, considerando che sarà possibile utilizzare solo materiale biodegradabile, l’associazione e il Comune stanno sottoscrivendo una serie di convenzioni con le aziende del settore per far sì che il materiale in questione possa essere venduto a prezzi più agevolati, in considerazione del fatto che lo stesso è piazzato sul mercato a cifre più elevate rispetto alla plastica. Gli esercenti cittadini, dunque, dovrebbero potere comprare il materiale biodegradabile a prezzi più agevolati.