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Diabete di tipo 2: ecco le bevande per abbassare la glicemia alta

Salute
02/08/2019 - 20:11

Il diabete di tipo 2 e le bevande da inserire nella dieta dei diabetici per abbassare la glicemia. Sono diverse e tutte oggetto di studi scientifici effettuati negli anni. Le bevande nella dieta per diabetici per abbassare la glicemia e contro il diabete di tipo 2 sono: il tè nero e il succo di pomodoro.

Il tè nero, secondo uno studio pubblicato su British Medical Journal On line, colpisce meno le persone che vivono nei paesi che consumano più tè nero. Lo studio ha analizzato dati provenienti da 50 paesi. Gli autori hanno basato il loro studio su dati provenienti da una società di mercato indipendente e risalenti al 2009, riferentisi al commercio del tè nero in 50 diversi paesi. Questi dati sono stati incrociati con i dati dell’Organizzazione Mondiale per la Salute sulla prevalenza di malattie respiratorie, infettive, e cardiovascolari, così come il cancro e il diabete. L’Irlanda è in cima alla classifica dei bevitori di tè nero, con più di 2 kg/anno a persona, seguita dal Regno Unito e dalla Turchia.

Nella parte inferiore della tabella si trovano Corea del Sud, Brasile, Cina, Marocco e Messico, con consumi molto bassi. Grazie a un metodo statistico è stato valutato il reale impatto del tè nero sui tassi di diabete. Il collegamento è stato confermato con ulteriori analisi statistiche, che indicavano una forte associazione lineare tra bassi tassi di diabete nei paesi in cui il consumo di tè nero è elevato. Secondo gli autori ci sono alcune precisazioni da fare. Infatti la qualità e la coerenza dei dati tra tutti i 50 paesi possono variare, a seconda dei criteri utilizzati per la diagnosi del diabete. E ciò che può sembrare positivo a livello di popolazione potrebbe non funzionare a livello individuale.

Essi sottolineano inoltre che diversi fattori hanno probabilmente contribuito al drammatico aumento della prevalenza del diabete, e che un legame tra il consumo di tè nero e la prevalenza della malattia non implica che l’uno sia causa dell’altra. Anche se è vero che questi risultati possono essere messi in relazione con quelli di altre ricerche. Anche il succo di pomodoro secondo alcuni studi potrebbe ridurre la pressione sanguigna e il colesterolo nelle persone a rischio di malattie cardiache. Il licopene contenuto nei pomodori ha effetti benefici nel contrastare lo stress ossidativo e il rischio cardiovascolare, che risulta maggiore nelle persona con diabete di tipo 2.

Cosa è il diabete di tipo 2. Il diabete di tipo 2 è la forma più comune di diabete e rappresenta circa il 90% dei casi di questa malattia. La causa è ancora ignota, anche se è certo che il pancreas è in grado di produrre insulina, ma le cellule dell’organismo non riescono poi a utilizzarla. In genere, la malattia si manifesta dopo i 30-40 anni e numerosi fattori di rischio sono stati riconosciuti associarsi alla sua insorgenza. Tra questi: la familiarità per diabete, lo scarso esercizio fisico, il sovrappeso e l’appartenenza ad alcune etnie. Riguardo la familiarità, circa il 40% dei diabetici di tipo 2 ha parenti di primo grado (genitori, fratelli) affetti dalla stessa malattia, mentre nei gemelli monozigoti la concordanza della malattia si avvicina al 100%, suggerendo una forte componente ereditaria per questo tipo di diabete.

Anche per il diabete tipo 2 esistono forme rare, dette MODY (Maturity Onset Diabetes of the Young), in cui il diabete di tipo 2 ha un esordio giovanile e sono stati identificati rari difetti genetici a livello dei meccanismi intracellulari di azione dell’insulina. Il diabete tipo 2 in genere non viene diagnosticato per molti anni in quanto l’iperglicemia si sviluppa gradualmente e inizialmente non è di grado severo al punto da dare i classici sintomi del diabete. Solitamente la diagnosi avviene casualmente o in concomitanza con una situazione di stress fisico, quale infezioni o interventi chirurgici.

Il rischio di sviluppare la malattia aumenta con l’età, con la presenza di obesità e con la mancanza di attività fisica: questa osservazione consente di prevedere strategie di prevenzione “primaria”, cioè interventi in grado di prevenire l’insorgenza della malattia e che hanno il loro cardine nell’applicazione di uno stile di vita adeguato, che comprenda gli aspetti nutrizionali e l’esercizio fisico.