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Giuseppe Ferlito al Perracchio di Ragusa

Appuntamenti
27/04/2019 - 05:30

Un salto nella poesia, nell’immaginazione, in una storia che sembra non dover mai finire. Torna a Ragusa il buon teatro, di quegli allestimenti che incantano il pubblico. Sabato 27 aprile alle 21 e domenica 28 aprile alle 18 il Marcello Perracchio di via Fieramosca.

Lo spettacolo riente nella rassegna promossa dal Comune di Ragusa, ospiterà Novecento di Alessandro Baricco, con Giuseppe Ferlito, regia di Franco Giorgio, produzione Centro Teatro Studi. Lo spettacolo ha la caratteristica di un prezioso scrigno che, in circa 90 minuti e con un solo attore in scena, coinvolge il pubblico in un racconto magico e straordinario dove vince la parola, la forza di una storia che oltrepassa tutto e tutti, frastagliandosi in mille altre micro storie che ruotano attorno ad uno straordinario protagonista. E’ Danny Boodmann T. D. Lemon Novecento che vive sul Virginian, un piroscafo che, negli anni fra le due guerre, faceva la spola fra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi.

La pièce, diretta con particolare sensibilità da Franco Giorgio, si avvale delle scene e costumi di Daniela Antoci e Daniela Dimartino, delle musiche di Yann Tiersen, Scott Joplin, Randy Newman e delle coreografie di Emanuela Curcio. Efficaci le luci di Saro Baglieri che daranno essenziale vigore alla particolarità, alla magia, alla malinconia del personaggio di Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, un pianista d’eccezionale bravura, solitario, malinconico, che ha trascorso tutta la sua vita, sin dalla nascita, sul piroscafo Virginian, e proprio lì è anche morto (quando si è deciso di distruggere la nave), senza aver mai messo piede sulla terraferma.

Novecento non riesce a superare la paura d’amare e di fare tutte quelle cose che inevitabilmente lo legherebbero alla terra; per questo dedica tutta la sua vita a suonare per i passeggeri del Virginian, vivendo passioni e desideri non suoi, fino ad annullarli nella musica. Tutto termina con la morte di Novecento, che, incapace di adattarsi ad una vita che non ha mai conosciuto, si lascia esplodere con il Virginian che ha costituito tutto il suo mondo.