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A Modica la testimonianza di Giuseppe Costanza

Cultura
16/11/2018 - 18:45

"I morti sono giustamente ricordati ma dei vivi non sanno cosa farsene”. Parole amare quelle utilizzate da Giuseppe Costanza, autista ed uomo di fiducia del giudice Falcone, miracolosamente scampato alla strage di Capaci del 23 maggio 1992, ieri sera a Modica per inaugurare gli appuntamenti enti organizzati dalla libreria “La Talpa” .

Gli appuntamenti sono promossi in collaborazione con Paesaggio Barocco – Enoteca Cioccolateria “Sotto San Pietro”, e con il patrocinio del Comune di Modica. Giuseppe Costanza viaggiava a bordo della Fiat Croma bianca, in quel momento guidata da Falcone, e si salvò, ma questa fu, secondo lui, la sua stessa condanna. Una testimonianza lucida raccolta da Riccardo Tessarini nel libro biografico edito da Minerva dal titolo "Stato di abbandono - Il racconto di Giuseppe Costanza: uomo di fiducia di Giovanni Falcone", i cui proventi saranno devoluti in beneficenza. E’ stato lo stesso Costanza a raccontare la sua preziosa testimonianza e drammatica esperienza nei locali della Società operaia di Modica, in corso Umberto, 157.

Finalista del "Premio Letterario Giornalistico Piersanti Mattarella" che verrà assegnato il prossimo 24 novembre a Palermo, l'opera racconta dei momenti di vita vissuta accanto a Giovanni Falcone affrontando la paura a viso aperto e del dramma personale sofferto dopo l'attentato in quanto dipendente civile del Ministero della Giustizia: da "uomo scomodo", Costanza non solo non si è visto riconoscere il ruolo di servitore dello Stato impegnato sul fronte della lotta per la legalità a rischio della propria vita, ma a lungo ha dovuto subire anche l'indifferenza e le umiliazioni della burocrazia, delle istituzioni e dei media, come se l'essere sopravvissuto non facesse di lui una vittima ma addirittura un colpevole, mentre non mancava chi approfittava del crescente e positivo sentimento antimafia solo per farne un palcoscenico da sfruttare. 

“Pensavo di poter dare ancora tanto alle istituzioni, pensavo di poter dare un contributo importante nell'organizzazione di un servizio delicato come quello dell'autoparco del tribunale di Palermo, impegnato a stretto contatto con i servizi di scorta. Ma, evidentemente, mi sbagliavo. Mi hanno rottamato mettendomi a fare fotocopie e facendo in modo che non potessi fare domande come chiedendomi perché il notebook su cui Falcone annotava tutto, lasciato sulla sua scrivania al Palazzo di giustizia, fu trovato vuoto”. Giuseppe Costanza va in giro per le scuole di tutta Italia per parlare del “suo” giudice e della sua vita: “Non dobbiamo mai dimenticare”. 

Il prossimo appuntamento è il 22 novembre con Vittoria De Marco Veneziano, scrittrice e giornalista.