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Il radiant orchid è il colore del 2014

Moda
01/09/2014 - 10:10

Colore dell’anno:il radiant orchid è il colore del 2014 a insindacabile giudizio dell’azienda americana Pantone.
Quando scelgo un colore : tra poesia e magia
“Quale rosso? Quale blu? Per me i colori ad ogni nuova collezione, diventano ribelli. Ogni sei mesi, nel nostro ufficio stile c’è un piccolo tentativo d’ingabbiare la natura.” Per Massimiliano Falcone assistente creativo della mì collezioni, dopo mesi e mesi a studiare la storia sociale dei colori, è soddisfatto di aver inserito nel campionario della collezione” fancy girl” estate 14, il radiant orchid, ufficialmente proclamato il colore dell’anno. “E’ sempre molto difficile scegliere tra mille e settecento tonalità proposte dalla Pantone, che grazie a Lawrence Hubert, mezzo secolo fa, decise che, per non sbagliare, a ogni sfumatura dovesse corrispondere un numero. Per noi della mì, è a volte assurdo pretendere di definire le frontiere tra una tonalità e l’altra, ma ogni volta è un gioco divertente, condito con gli ingredienti che più ci piacciono: la poesia e la magia. Scegliere è davvero difficile, senza dimenticare che i colori cambiano a seconda delle ore e della luce.”
Chi per primo nella storia ha tentato altre classificazioni per la gioia di voi creativi?
Aristotele e la sua classificazione è totalmente diversa da quella dei giorni nostri; considera il bianco e il nero come a tutti gli effetti due colori e tutta la storia dell’arte fino al rinascimento deve essere considerata guardando e studiando questa classificazione. Poi c’è la cultura africana che, per classificare i colori si appoggia sulla materialità. Gli artisti africani sono stati i primi a studiare il carattere umido o secco, liscio o ruvido di un colore.
Come” inventate” i nomi dei colori presenti in collezione?
Insieme al direttore artistico della mì Michele Gabellone, chiudiamo gli occhi e ci immaginiamo di essere in un immenso luna park, per un attimo torniamo bambini, ai nostri sogni d’infanzia. Certo il rosso, blu, giallo bianco o nero non rimandano ad alcun elemento del reale e quindi giochiamo spesso su sensazioni ed emozioni; altri invece , nel nostro immaginario si rifanno ad aspetti reali del nostro quotidiano come i fiori, frutti, minerali. I colori della collezione primavera estate nascono così.
Perché, secondo lei,i colori vengono nominati anche in contesti diversi?
In Africa riconoscono moltissime sfumature di marrone, tutte definite da una diversa parola. Anche in Giappone possiamo distinguere diversi tipi di bianco e di rosa con vari vocaboli. In francese esiste una sola parola per il blu e l’azzurro. Lavorando a una collezione, ogni vota, intuisco che per definire un colore bisogna fare appello di volta in volta a criteri diversi, alla luce, alla materia, alla lingua: anche se alla fine siamo coscienti che i colori dovrebbero essere considerati solo dei concetti che servono ai noi stilisti per ordinare e classificare il reale, il lavoro, la presentazione di ciò che si vuole rappresentare con dei vestiti. Nei colori c’è sempre l’imprendibile, sfuggono sempre, ma questa è la loro magia e il loro fascino.
Come è nata la scelta del “colore dell’anno”?
E’ stato il colore che per prima cosa abbiamo notato in una fotografia e l’ultimo che abbiamo dimenticato, ma alla fine ci ha prodotto emozioni. Durante la costruzione del mood board e a chi visionava il nostro progetto, non piaceva a nessuno e questo all’inizio ci aveva demoralizzato, ma alla fine io e il direttore creativo Gabellone ci siamo impuntati: ripeto ci regalava forti emozioni e secondo noi produceva business, e noi lavoriamo per entrambi e alla fine abbiamo avuto ragione.