Cronaca

Castelvetrano, incendio nella baraccopoli dei migranti: morto un bracciante agricolo

Il rogo è divampato intorno alle 23,30 distruggendo tutti gli alloggi di fortuna dei migranti

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Castelvetrano, incendio nella baraccopoli dei migranti: morto un bracciante agricolo Castelvetrano, incendio nella baraccopoli dei migranti: morto un bracciante agricolo

Tragedia al confine tra Castelvetrano e Campobello di Mazara: 

un uomo è morto nell'incendio

 divampato la scorsa notte all'interno del campo di migranti stagionali dell’ex “Calcestruzzi Selinunte”, in via Selinunte. La vittima è un giovane bracciante senegalese, morto carbonizzato. Il rogo è divampato intorno alle 23,30 distruggendo tutti gli alloggi di fortuna (creati anche con cartone, eternit e legno) dei 

migranti che in questo periodo sono impegnati nella raccolta delle olive

 nel territorio Trapanese. In molti sono riusciti a mettersi in salvo, uscendo in tempo prima che le fiamme avvolgessero l’intero campo. A fuoco anche due auto di proprietà di alcuni migranti.

Sul posto quattro squadre vigili del fuoco che hanno spento le fiamme e stanno ancora bonificando la zona e i carabinieri che stanno indagando sulle cause dell'incendio. L’ex Calcestruzzi Selinunte, di proprietà di Onofrio Cascio che dal 2010 l'ha dismessa, è da tempo abbandonata e da anni viene occupata dai migranti che raggiungono Campobello di Mazara per la raccolta delle olive. Il proprietario negli anni ha presentato diverse denunce alle forze dell’ordine per violazione di proprietà privata ma il campo non è stato mai sgomberato. Il villaggio veniva autogestito dagli stessi migranti: c'era un bazar, la zona dove col fuoco veniva riscaldata l’acqua che serviva per le docce e la zona dove veniva macellata la carne.

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Migranti
Articolo diRedazione

Quotidiano di Ragusa

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