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Diete iperproteiche

Altri tipi di diete per dimagrire

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Diete iperproteiche
Diete iperproteiche

Diete iperproteiche e altri tipi di diete. Ecco alcuni chiarimenti su come funzionano le diete iperproteiche per dimagrire e altri tipi di diete. I regimi alimentari basati su una diminuzione notevole degli zuccheri portano necessariamente all'eliminazione totale (o quasi) della frutta e alla notevole riduzione delle verdure. Diete così strutturate presentano, di conseguenza, un deciso aumento della quantità di proteine e di grassi (lipidi), dando origine alla vasta gamma delle diete iperproteiche, per lo più poco salutari e poco efficaci nel tempo, soprattutto se non si è in una condizione in cui è richiesto un aumentato fabbisogno proteico come, per esempio, in caso di attività sportiva molto intensa. Tra queste, si ricordano la dieta Zero, la dieta South Beach, la dieta Scarsdale, la dieta Atkins e la più recente dieta Dukan. Tutte caratterizzate dal prevedere un periodo praticamente privo di carboidrati. Tra di esse sono presenti alcune differenze, principalmente basate sulla scelta degli alimenti da consumare e sulla durata della fase senza carboidrati. Essenzialmente, tuttavia, sono tutte iperproteiche.

Diete iperproteiche e altri tipi di diete
Si possono poi trovare altri tipi di diete in cui variano le percentuali dei nutrienti o la distribuzione di essi nella giornata, come ad esempio la dieta a Zona o la dieta Dissociata. La prima è caratterizzata da una diversa suddivisione giornaliera delle chilocalorie che derivano da carboidrati, proteine, lipidi rispetto alle linee guida. In ogni pasto i nutrienti sono presenti secondo un rapporto che prevede il 40% di carboidrati, il 30% di proteine ed il 30% di grassi. È per questo nota anche come dieta 40-30-30. La dieta dissociata invece si caratterizza per l’attenzione a non associare alcuni alimenti all'interno dello stesso pasto o della stessa giornata. Sono schemi alimentari che possono essere efficaci per un periodo di tempo limitato ma che non possono essere standardizzati né presi come terapia dietetica ottimale poiché, come abbiamo già detto, per essere equilibrata, una corretta alimentazione deve essere elaborata sulla singola persona sia in termini di chilocalorie, che di nutrienti. Sbilanciare le percentuali dei nutrienti potrebbe servire in alcune situazioni (ad esempio una percentuale più alta di proteine può essere utile per chi ha un fabbisogno proteico maggiore, come gli sportivi) ma dannoso, o controproducente, per la maggior parte degli altri casi.

Sulla base di questi principi si possono trovare tantissimi schemi alimentari diversi e, di fatto, tutti possono essere efficaci, soprattutto se considerati nel breve termine. Questo perché, nonostante le singole differenze, sono tutti caratterizzati da una restrizione in termine di chilocalorie e da un’attenta scelta di alimenti. Tuttavia, bisogna fare attenzione poiché una corretta alimentazione deve avere, e mantenere, effetti sul lungo termine, sia in termini di perdita di peso che di benefici sulla salute. Avere dei risultati immediati è sicuramente gratificante, ma mantenerli nel tempo lo è ancora di più e ad oggi la letteratura scientifica è d’accordo nell'affermare che una perdita di peso lenta e graduale porti a dei risultati più duraturi. (Fonte ISSalute)

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Quotidiano di Ragusa

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