Cultura

A Scicli presentazione libro Cesare Borrometi

L'ammazzatina di Mario Puglisi ed altri racconti inquietanti

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A Scicli presentazione libro Cesare Borrometi A Scicli presentazione libro Cesare Borrometi

Si presenta a Scicli, sabato 21 agosto 2021 alle 21,30, in piazza Aleardi, il libro di Cesare Borrometi “L’ammazzatina di Mario Puglisi ed altri racconti inquietanti”. A presentarlo Salvatore Emmolo e Giuseppe Pitrolo. L’autore, Cesare Borrometi, titolare di un noto studio legale a Ragusa, è, tra l’altro, musicista, viaggiatore, fotografo giramondo, appassionato di cinema e, fino a non molto tempo fa, motociclista.harleydavidsoniano. Il libro, edito da Book Sprint Edizioni, contiene un racconto lungo, quello appunto che dà il titolo, “L’ammazzatina di Mario Puglisi” e i racconti, inquietanti, a detta dello stesso autore, ‘Attacco a Londra’, una spy story, ‘I fantasmi di Villeneuve’ ai limiti del soprannaturale, ‘Il tamburo dello sciamano’ a cavallo tra un reportage di viaggio in Lapponia e le virtù magiche dello strumento tribale, ‘Il treno Parigi-Marsiglia’ , dove un killer professionista tenta di compiere un omicidio su commissione giocando ai confini della realtà narrativa, ‘Rosso accecante, talvolta’ una storia di disturbi mentali e ‘To day, to sleep, maeby to dream’ una commistione tra realtà e sogno, ai confini della follia.

Del primo e più articolato racconto, ‘L’ammazzatina di Mario Puglisi’ abbiamo apprezzato l’ambientazione in una assolata, già a maggio, campagna modicana, per un delitto di cui non riveliamo nè autore nè movente ma a proposito del quale possiamo soltanto ricordare che “mitiora ingenia saevius irascuntur” . Molto efficace anche la coppia di investigatori nostrani, carabinieri, il maresciallo Augusto Vaccaro e l’appuntato Raimondo Calamari, di cui sappiamo che il primo è “un uomo sui sessant’anni, canuto di capelli, con un bel paio di grandi baffi, anch’essi bianchi, ed una pancia ben prominente che premeva impietosamente sui bottoni della camicia d’ordinanza sicuramente confezionata molti cili di pasta prima” mentre del secondi apprendiamo che è “un giovane di grande fascino; ricordava l’Apollo del Belvedere e come la statua vaticana era alto, muscoloso, con i capelli ricci e due prodondi occhi bu che mettevano in imbarazzo”.

Interessanti anche gli inserti in dialetto modicano, a proposito del quale il prefatore, Salvatore Emmolo, puntualizza “senza forzature veriste, ma neppure pretendendo di coniare una neo-lingua come usa in Camilleri, fastidiosa nei suoi epigoni”.  (daniele distefano)

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Libro
Cesare borrometi
Articolo diRedazione

Quotidiano di Ragusa

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