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Pandemia patente pipistrelli, scenari di fantasia (ma nemmeno tanta)

Da un nostro lettore riceviamo e pubblichiamo.

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Pandemia patente pipistrelli, scenari di fantasia (ma nemmeno tanta) Pandemia patente pipistrelli, scenari di fantasia (ma nemmeno tanta)

Pandemia patente pipistrelli, scenari di fantasia (ma nemmeno tanta). Su pandemia, green pass, contagi, no vax, tutte questioni molto serie (e anche tragiche) per fortuna qualcuno apporta uno sguardo ironico. Da un nostro lettore riceviamo e pubblichiamo.

Cominciò con dei gruppi di ragazzi sprovvisti della famosa

, o per alcuni famigerata, Patente. Però questi ragazzi non volevano rinunciare a incontrarsi nei locali, bere qualcosa e passare le serata insieme. Allora cominciarono a vedersi in vecchi garage inutilizzati, scantinati o qualche abbandonata casa di campagna. Ognuno portava qualcosa da bere, l’attrezzatura per ascoltare musica e, ogni tanto, anche qualcosa da fumare.

All’inizio erano piccoli gruppetti di amici che per evitare possibili controlli si davano appuntamento utilizzando i gruppi di whatsapp  o il passaparola tra persone che si conoscevano. Piano piano questo modo clandestino di incontrarsi cresceva sempre di più. Qualcuno portava degli strumenti musicali e si improvvisavano delle serate dal vivo, si beveva, ci si incontrava e nascevano nuovi incontri. A volte capitava che qualche controllo, soprattutto grazie a qualche spiata, trovava qualche locale, ma questi si diffondevano sempre più. La cosa cominciò a interessare anche chi era già abituato ad agire nell’illegalità: gestori di bische clandestine, tenutari di case chiuse, malavita organizzata. E  cosi cominciarono a sorgere locali clandestini sempre più organizzati, con alcool, gioco d’azzardo, prostituzione. In un primo momento rivolti per lo più a tutti quelli sprovvisti della Patente, ma via via il giro si allargava anche a chi, pur avendo la patente, non disdegnava di passare una serata diversa e più intrigante!

Uno degli slogan di questi locali era: Sex, Drug and Rock&Roll, tutto senza Patente!” La malavita organizzata piano piano cominciò a controllare tutto questo movimento garantendo anche la necessaria copertura, un po’ come ai tempi del proibizionismo in America! Intanto dei giovani hacker studiavano come falsificare la Patente digitale e già le prime cominciavano a girare. In tutta questa situazione chiaramente la pandemia aveva assunto un andamento ciclico con alti e bassi e le autorità non sapevamo bene che pesci prendere, passando da ordinanza varie e variegate di chiusure, aperture e sospensioni. Intanto alcuni agenti provocatori, al soldo di quella potenza orientale dal cui laboratorio di Wuhan era partito tutto, avevano formato il movimento “No Vax No Pax” con lo scopo di amplificare il progetto di diffusione del virus e di indebolimento delle società occidentali.

Gli pseudo esperti a reti unificate passavano di settimana in settimana da toni trionfalistici a minacce e previsioni terrificanti. Alcuni pseudo scienziati stavano studiando il modo di estrarre un siero dai pipistrelli che notoriamente sono immuni a quasi tutti i virus. Solo che dalle prime sperimentazioni fatte su esseri umani si era notato che questi tendevano a cambiare il ritmo normale diventando esseri notturni. E in qualche caso, raro per la verità, tendevano a volere mordere sul collo gli altri. Ma la parola d’ordine era “Abbiamo allo studio un siero che sconfiggerà il male e ci farà tornare alla normalità! Con pochissimi effetti collaterali!”. Intanto nell’ombra l’Uomo Pipistrello sogghignava! Ma buono questo te cinese, chissà cosa ci mettono! Lo devo bere più spesso!
Dario Distefano

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Pipistrelli
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Articolo diRedazione

Quotidiano di Ragusa

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