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Nuove discariche in provincia di Ragusa: sarà guerra tra i Comuni?

Le decisioni dell'assembela SRR contestate da Nadica Ispica e Pozzallo

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Nuove discariche in provincia di Ragusa: sarà guerra tra i Comuni? Nuove discariche in provincia di Ragusa: sarà guerra tra i Comuni?

Nuove discariche in provincia di Ragusa: sarà guerra tra i Comuni? Le decisioni dell’assembela SRR contestate da Nadica Ispica e Pozzallo. Solo una quindicina di giorni fa, il 2 giugno per l’esattezza, nel pieno dell’emergenza rifiuti a Ragusa, nel pieno della polemica tra il Pd e il M5 da una parte e l’amministrazione Cassì dall’altra, nel pieno della polemica tra lo stesso Pd e il suo rappresentante all’Ars Nello Dipasquale da una parte e il leader di Partecipiamo ed assessore (ma non all’ambiente) Giovanni Iacono dall’altra, nel pieno della polemica tra i primi, sostenitori della necessità della famosa quarta vasca, e l’altro acerrimo avversario da sempre di questa soluzione, come anche l’autorevole rappresentante di Legambiente Ragusa, Claudio Conti, soltanto il 2 giugno scorso, parlavamo di una possibile guerra tra i Comuni iblei, a proposito della dislocazione delle nuove discariche, parlavamo, piuttosto scherosamente, con reminiscenze scolastiche, di una sorta di guerra comunale del genere della tassoniana ‘secchia rapita’.

Ma lo scherzo potrebbe apprestarsi a diventare realtà, visto il clima creatosi in provincia dopo la decisione assunta a maggioranza dall’assemblea della SRR Ato 7 Ragusa sul Piano d'Ambito di gestione dei rifiuti e dopo le reazioni dei Comuni di Modica Ispica e Pozzallo. Vediamo cosa è successo. Il sindaco di Ragusa Peppe Cassì, presidente dell’organismo, con una noota stampa ha informato che l’assemblea della Srr Ato 7 Ragusa ha approvato, nella seduta dei giorni scorsi, a maggioranza, il Piano d'Ambito di gestione dei rifiuti, con una modifica proposta dal sindaco di Giarratana Bartolo Giaquinta. Nel deliberato “si prevede la localizzazione del primo sito di discarica (per il conferimento del rifiuto biostabilizzato dopo trattamento meccanico biologico) in area individuata al confine tra Modica e Ispica, come secondo sito di discarica (da realizzare all'esaurimento del primo) quello individuato in area al confine tra Vittoria ed Acate, mentre nel sito ragusano di Cava dei Modicani, in aderenza a specifica prescrizione formulata dal Dipartimento delle Acque e dei Rifiuti al momento del rilascio di AIA per la gestione in ordinario, è prevista la realizzazione di un impianto di produzione di combustibile solido secondario (CSS)”.

Insomma si torna alla ripartizione dei siti di discarica, che Claudio Conti di Legambiente ricordava essere “impianti, che tanti si ostinano a chiamare discarica, che sono cosa diversa delle discariche di alcuni anni fa”, nei territori ipparino  e modicano mentre a Ragusa esistono già l’impnto di compostaggio, quello meccanico di TMB e ora quello di produzione di combustibile solido secondario (CSS). Cassì aveva spiegato “l’autosufficienza d'ambito è un obiettivo ambizioso, imposto dalla normativa di settore, e potrà essere raggiunto solo dotando il territorio dell'impianto di cui al momento fa difetto e cioè proprio di un sito di discarica.  La impasse che si è registrata per troppo tempo su questo tema, e che ha indotto la Regione ad esercitare i propri poteri sostitutivi nominando un commissario ad acta, viene così risolta, sebbene con decisione sofferta e non unanime: la politica provinciale non poteva continuare ad abdicare dai propri poteri e dalle proprie prerogative. 

Con l'innalzamento costante della percentuale di raccolta differenziata, giunta quasi al 70% su base provinciale, e con l'attivazione di ulteriori procedure di preselezione e di trasformazione dei rifiuti in fonti energetiche, si potrà garantire una stabile risoluzione del problema rifiuti, almeno nella provincia di Ragusa, tra le più virtuose nel contesto regionale. Tutto ciò in conformità con i principi dettati dall'Unione Europea che raccomandano il riciclo, il riuso, la trasformazione energetica, e nell'ottica di contenere i costi complessivi delle tariffe a peso dei cittadini”. Ma tutto questo non è piaciuto soprattutto ai Comuni di Modica Ispica e Pozzallo, che (come abbiamo già riferito sul giornale) hanno mosso obiezioni alla prevista discarica sia dal punto di vista territoriale in quanto “troppo a ridosso delle città di Pozzallo ed Ispica e di case sparse in territorio di Modica” sia da quello normativo “visto che manca la Vas (valutazione ambientale strategica) cioè lo strumento  previsto per legge, volto a proteggere e tutelare l’ambiente dai possiibli impatti”.

Insomma a contendere non sono certo i Comuni di Bologna e Modena e i tempi non più quelli di Federico II°, ma purtroppo, ancora oggi, le priorità municipalistiche hanno la meglio sulle prospettive di interesse generale. (da.di.)

 

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Articolo diRedazione

Quotidiano di Ragusa

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