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A Renato Pozzetto il Nastro d'argento speciale 75

Un Nastro d'Argento speciale che sigla l'omaggio all'intensa interpretazione del film di Pupi Avati

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A Renato Pozzetto il Nastro d'argento speciale 75 A Renato Pozzetto il Nastro d'argento speciale 75

ROMA - Un Nastro d’Argento speciale che sigla l’omaggio all’intensa interpretazione del film di Pupi Avati ’’Lei mi parla ancora’’ e il riconoscimento a un ritorno al cinema a quasi mezzo secolo dal debutto sugli schermi: così i Giornalisti Cinematografici festeggiano quest’anno Renato Pozzetto, protagonista inatteso di un film emozionante, nel ruolo che Pupi Avati gli ha regalato, dal libro autobiografico di Giuseppe ’’Nino’’ Sgarbi. Un ruolo che gli ha consentito di rivelare un registro drammatico e toccante dopo quasi mezzo secolo di film interpretati - 75, proprio come gli anni che i Giornalisti festeggiano in quest’edizione - a volte anche diretti e sceneggiati, sempre, però, fino ad oggi nella commedia.

’’Dopo tanti anni di comicità Renato Pozzetto, con un talento drammatico inedito, negli anni mai rivelato, ci ha fatto scoprire grazie a Pupi Avati un’altra gamma di sfumature del suo essere attore, con un’interpretazione intensa e sorprendente - spiega a nome del Direttivo Nazionale la Presidente, Laura Delli Colli - e questo Premio è il riconoscimento ad un nuovo debutto, a quasi cinquant’anni dal Nastro d’Argento che siglò il suo primo successo sullo schermo, nel 1972, come miglior esordiente in ‘Per amare Ofelià di Flavio Mogherini’’.Pochi, da allora, i riconoscimenti dal cinema ma grande la popolarità e l’affetto dal pubblico per Renato Pozzetto, che è stato negli anni soprattutto protagonista di una comicità surreale e inconfondibile, ben rodata in tanti anni di cabaret, poi anche televisivo, fin dalle prime serate all’Osteria dell’Oca.

Era il tempo dell’incontro con Aurelio Ponzoni - Cochi - e alla nascita di una delle coppie più amate in quel mondo milanese che univa alla loro avventura ‘complicì straordinari come Enzo Jannacci, Felice Andreasi, Lino Toffolo, con Bruno Lauzi nel Gruppo Motore da cui tutto, nei primi anni Sessanta, cominciò nelle serate al Cab 64 poi al mitico Derby e approdare poi alle domeniche televisive e quindi, al cinema.

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