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La guerra delle palme a Ragusa

Obiezioni di Ragusa in Movimento e del consigliere Giovanni Gurireri. Risponde il sindaco 

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La guerra delle palme a Ragusa La guerra delle palme a Ragusa

A Ragusa laguerra delle plame al Giardino Ibleo. Obiezioni di Ragusa in Movimento e del consigliere Giovanni Gurireri. Risponde il sindaco. Ebbene lo confessiamo, non ci eravano resi ben conto di quale problema gravissimo ci fosse a Ragusa, quello delle palme del Giardino ibleo, onore e vanto del quartiere barocco e dell’intera città. Palme che, aggredite dal punteruolo rosso, si erano dovute tagliare per essere ora sostituite da altre palme sebbene di specie diversa. Veramente un serio problema che lascia insonni noi e i nostri concittadini, che pensavamo, tutti, che ben altri fossero i problemi: una mozione di sfiducia per l’assessore ai lavori pubblici, un Piano Regolatore generale, strumento fondamentale per lo sviluppo e la pianificazione di un territorio, già scaduto fin dall’insediamento di questa Giunta edi cui si è riusciti a produrre solo uno schema di massima,  la non approvazione da parte della Regione della variante al Parco Agricolo Urbano, il blocco dell’iter del masterplan per la riqualificazione dell’’area ex scalo merci, il parcheggio multipiano a Ragusa Ibla e quello di interscambio a Marina di Ragusa, il teatro della Concordia, il prolungamento di via Roma, la bitumazione delle strade e altre quisquilie del genere.

E sì, quisquilie a fronte del problema di vitale importanza delle palme del viale principale del Giardino Ibleo, assurto anche a luogo simbolo in una vecchia puntata del Montalbano televisivo. Delle palme tagliate il primo a parlarne era stato il capogruppo democratico Mario Chiavola che, una decina di giorni fa, aveva lamentato “l’ingresso principale del Giardino ibleo vede stazionare alcune sezioni dei tronchi delle palme buttate giù per salvare le altre dal killer del punteruolo rosso. Uno scempio che si sarebbe potuto evitare? Potevano bastare i prodotti antipunteruolo a scongiurare l’abbattimento di alcuni degli alberi storici della villa del quartiere barocco? Chissà. Qualche esperto ci metterebbe la mano sul fuoco. Noi rimaniamo nel dubbio ma non comprendiamo perché queste sezioni di tronco debbano continuare a sostare lungo il viale principale del Giardino. Sembra una assurdità”.

Ora di lamentarsi è la volta del suo più giovane omonimo, l’altro Mario Chiavola, presidente di Ragusa in movimento che afferma ““una scelta infelice che va subito rivista, un vero e proprio scempio si è compiuto ai danni del Giardino ibleo. Vorremmo comprendere chi ha autorizzato tutto ciò. E, soprattutto, qual è il senso di questa scelta”. Chiavola prende atto del fatto che sono state piantumate alcune nuove palme lungo il viale principale che nulla c’entrano con quelle di una volta e obietta “le palme di cui stiamo parlando risultano fuori contesto soprattutto con riferimento alla cornice a cui si rivolgono. Sono alte e lunghe e non hanno quei ciuffi che garantivano l’ombra e che fornivano un senso di ampiezza. Palme come quelle piantumate attualmente si ritrovano, nella maggior parte dei casi, lungo la costa. Ma per un giardino storico con delle caratteristiche specifiche come quello di Ibla, costituiscono davvero un pugno in un occhio. Finché si è ancora in tempo, serve un ritorno al passato. Gli alberi piantumati nelle ultime ore non hanno alcunché da vedere con il Giardino ibleo” Poi il presidente di Ragusa in movimento aggiunge altre segnalazioni “tra l’altro, lungo i viali, è presente dell’immondizia da giorni.

Inoltre, la balaustra che avrebbe dovuto essere riparata, si muove ancora. Insomma, sembrano lavori gestiti con la massima approssimazione. Per non dire della vasca di cui si menava a vanto la riparazione. In pratica, per tre giorni non si è assistito più all’ombra di uno zampillo. Soltanto ieri ha ripreso a funzionare e speriamo continui”. Anche il consigliere comunale Giovanni Gurrieri interviene sulla questione dopo aver compiuto un sopralluogo al Giadino ibleo, e riferisce di aver avviato un confronto con i tecnici comunali e di voler interessare i rappresentanti dell'Amministrazione comunale. Queste le sue considerazioni “certamente si crea una discrasia ben evidente tra le vecchie e le nuove palme che si stanno andando ad inserire, con una tipologia che non è propria del nostro paesaggio e che magari più si adatta, visivamente, a spazi più ampi lungo la fascia costiera. I tecnici comunali mi hanno spiegato che sono stati un po' portarti verso questa scelta per una serie di direttive regionali, oltre ad aver richiesto dei pareri ai tecnici agronomi. Ho dunque ritenuto di segnalare la vicenda ai rappresentanti dell'Amministrazione comunale sia facendomi portavoce delle proteste di un nutrito gruppo di residenti, e sia per chiedere una più puntuale verifica di altre possibili soluzioni oltre che rendere più omogeneo l'impatto visivo per chi arriva ai giardini di Ibla”.

E a tutte queste perplessità è lo stesso sindaco Cassì a rispondere dopo un sopralluogo compiuto con l’’assessore al verde pubblico Giovanni Iacono ed al consigliere di maggioranza Cilia. Così dichiara il primo cittadino “ai Giardini Iblei sono in corso lavori di rigenerazione del viale di ingresso conseguenti all'abbattimento di alcune palme infestate dal punteruolo rosso. Dopo avere provato i diversi trattamenti previsti e consentiti dalla normativa in materia, e aver dovuto rimuovere le sole palme Phoenix canariensis già secche e pericolanti, si stanno sostituendo i tronchi mozzati  da diversi anni con altre Palmifere Whashington Robusta. Gli interventi di ripristino delle essenze arboree seguono i sopralluoghi effettuati nei mesi scorsi con gli Agronomi e la specie palmifera in sostituzione è tra le poche resistenti al parassita ed ha, ovviamente, pur appartenendo alle palmifere, un aspetto diverso dalle Phoenix canariensis, che tuttora permangono nel viale, e alcuni cittadini hanno già manifestato la loro contrarietà all’intervento. Ogni decisione ha inevitabilmente dei pro e dei contro, e la scelta di piantumare le nuove palme nasce da una valutazione chiara. Ripiantare delle Phoenix canariensis, infatti, avrebbe comportato conseguenze sia nel breve che nel lungo periodo.

Nell'imminenza, in attesa degli anni necessari per la crescita, le nuove palme avrebbero un’altezza molto differente dalle attuali; nel lungo periodo, il rischio concreto è che le nuove piante sarebbero aggredite dall'insetto infestante già purtroppo presente anche negli esemplari palmizi rimasti e tuttora oggetto di trattamenti. Il pericolo è che le nuove Phoenix canariensis non avrebbero nemmeno fatto in tempo a crescere. In ogni caso, sia piantando nuove specie a fianco degli esemplari preesistenti, sia piantando palme della stessa specie ma di altezza nettamente differente, il viale di accesso dei Giardini non potrà avere lo stesso aspetto di un tempo. Ci riserviamo di valutarne l’impatto estetico finale, assolutamente rilevante in un luogo così significativo, per decidere se mantenere la commistione tra Washington robusta e Phoenix canariensis. Qualora si decidesse per la sostituzione, le Washington appena piantumate verrebbero ricollocate in altre zone della città, nell’ambito del piano di rimboschimento e alberature che questa Amministrazione sta portando avanti”. (da.di.)

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Quotidiano di Ragusa

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