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Luis Sepuvelda ad un anno dalla morte

Luis Lucho Sepuvelda, l'amico, il compagno che in tanti amavano

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Luis Sepuvelda ad un anno dalla morte Luis Sepuvelda ad un anno dalla morte

Luis Sepuvelda ad un anno dalla morte. Giusto un anno fa, il 16 aprile 2020 perdevamo Luis ‘Lucho’ Sepulveda, l’amico, il compagno che in tanti amavamo. L’uomo, il militante, il combattente, l’intellettuale, lo  scrittore e poeta che nè il militarismo fascista di Pinochet e dei suoi generali, nè l’imperialismo neoliberista americano erano riusciti a piegare e sconfiggere, lo aveva cancellato la peste del terzo millennio. Era forse lui, con il suo nome da torero, era lui il vecchio che leggeva romanzi d’amore? o forse era anche il gatto che aveva insegnato a volare a milioni di gabbianelle in tutto il mondo? o si trova ora nella sperduta terra di Patagonia, quel mondo alla fine del mondo dove forse ha raggiunto il suo amato Francisco ‘Paco’ Coloane, nei territori di confine tra la terra del fuoco e Capo Horn, tra balenieri e cacciatori di indios.

Ovunque si trovi, Lucho, continuerà però ad indicarci “il cammino della libertà e della giustizia” come ricorda il giornalista Darwin Pastorin su l‘HuffPos che aggiunge “contro la dittatura di Pinochet, conoscendo la prigione, la tortura, l’esilio, contro tutte le ingiustizie della terra, al fianco dei più deboli, degli emarginati, degli invisibili e dei fuggitivi, contro la banalità, la presunzione, l’arroganza. A lato dei poveri, degli ultimi: sempre”. E chi scrive ricorda come fosse ieri quell’11 settembre del 1973 quando arrivò, come una bomba, la notizia del golpe contro il presidente Salvador Allende, a dimostrare che contro capitalismo ed imperialismo le ‘armi della ragione’ cedono il passo alla ‘ragione delle armi’. Dopo una serie di manifestazioni di piazza dell’alta borghesia cilena, con signore che agitavano padelle e pentole che probabilmente non avevano mai toccato prima in vita loro, l’11 settembre i militari comandati da ufficiali formatisi nelle accademie di guerra a stelle e strisce, agli ordini di Augusto Pinochet, diedero l’assalto al palazzo presidenziale, alla Moneda di Santiago, facendola anche bombardare dai caccia.

All’interno il presidente democraticamente eletto, a capo del governo di Unidad Popular, il socialista Salvador Allende e la sua guardia del corpo, giovani militanti, che difesero il loro presidente, di cui rimane nei cuori l’ultima foto, elmetto e kalashnikov prima di darsi la morte per non cadere nelle mani dei suoi avversari. E tra i giovani della guardia del corpo del ‘compagnero presidente’ si salvò  un giovane intellettuale, Luis ‘Lucho’Sepulveda che dopo anni di carcere e torture fu esiliato ed iniziò un lungo girovagare per il mondo trasformando le sue esperienze di vita in racconti romanzi e gentili fiabe simboliche. (daniele distefano)

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Luis sepuvelda
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Quotidiano di Ragusa

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