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Dibattito Ibla

Ragusa Ibla, varchi elettronici: le spiegazione del sindaco

Territorio obietta: La città vuole scelte decise, senza infingimenti e senza rimedi per arginare le proteste

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Ragusa Ibla, varchi elettronici: le spiegazione del sindaco Ragusa Ibla, varchi elettronici: le spiegazione del sindaco

Ragusa Ibla, varchi elettronici: le spiegazione del sindaco. Ma Territorio obietta “La città vuole scelte decise, senza infingimenti e senza rimedi per arginare le proteste”. Forse il sindaco di Ragusa Peppe Cassì non si aspettava, abituato com’è ad avere sempre il sostegno acquiescente e silenzioso della maggioranza e del resto dell’amministrazione, le reaziomi negative piovute sull’annunciata aggiudicazione dei lavori di realizzazione del sistema di varchi elettronici per la Zona a Traffico Limitato di Ragusa Ibla. Tanto sorpreso, probabilmente, da aver sentito il bisogno di affidare ad una nota stampa domenicale “un paio di considerazioni per evitare strumentalizzazioni e fraintendimenti” Afferma dunque il primo cittadino “con questo sistema di regolamentazione degli ingressi dei veicoli, Ibla si appresta, con parecchi anni di ritardo, a mettersi al passo di tutte le più rinomate località turistiche del Mondo, nel novero delle quali rientra a pieno titolo: una scelta di civiltà, di sostenibilità ambientale, di decoro e anche di rispetto di un luogo così fragile e prezioso.

È impensabile che ancora oggi chiunque possa accedere con la propria vettura fino a ridosso di un gioiello come il Duomo di San Giorgio”. Poi, quasi a tranquillizzare i critici dell’operazione avviata, aggiunge “gli 11 varchi di accesso previsti potranno ovviamente essere attivati o disattivati, tutti o alcuni di essi, a seconda delle giornate, degli orari, delle circostanze; esattamente come oggi accade in determinati momenti impiegando volontari e transenne. Prevedere i varchi non vuole assolutamente dire “blindare”: come ho sempre detto, e come peraltro risulta dagli atti della procedura, il contingentamento degli ingressi dei veicoli privati non può essere disgiunto dal potenziamento di sistemi alternativi per raggiungere il borgo e per circolare al suo interno, essendo preciso interesse di tutti (di certo interesse di questa amministrazione) che coloro che vogliono godere del fascino e della suggestione di un soggiorno o anche solo di una passeggiata a Ibla possano farlo comodamente”. E per concludere Cassì pare ancora una volta ricorrere al libro dei sogni “a questo obiettivo tendono il recupero già quasi ultimato del parcheggio San Paolo, il prossimo allargamento della circonvallazione per permettere sia il doppio senso di marcia sia la sosta su entrambi i lati, il potenziamento delle linee di trasporto pubblico urbano chiesto all’AST, la previsione di un servizio navetta in determinati periodi dell’anno, e non ultimo il recupero dei sentieri della vallata Santa Domenica per una breve e suggestiva passeggiata dal centro di Ragusa superiore”.

E affida il finale ad una frase ad effetto “Ibla non sarà blindata, sarà ulteriormente valorizzata”. Ma a questo nobile discorso di buone intenzioni ci pensa il movimento politico Territorio a fare le pulci. Il suo segretario cittadino, Michele Tasca, analizza punto per punto le affermazioni del sindaco “il primo cittadino si affretta a comunicare delle sue considerazioni per evitare strumentalizzazioni e fraintendimenti, ma come spesso avviene siamo davanti ad un difetto di comunicazione con una prima contraddizione evidente : da un lato si afferma che si vuole mettere Ibla “al passo di tutte le più rinomate località turistiche del Mondo… una scelta di civiltà, di sostenibilità ambientale, di decoro e anche di rispetto di un luogo così fragile e prezioso”. Basterebbe questo per riaffermare la validità delle proprie decisioni e restare indifferenti a ogni critica. Invece subito dopo, c’è il pannicello caldo dei varchi che possono essere “attivati o disattivati, tutti o alcuni di essi, a seconda delle giornate, degli orari, delle circostanze”

Un caos annunciato: io cittadino ragusano, io visitatore, io turista, non posso essere alla mercè delle decisioni giornaliere di chi amministra, o Ibla si chiude, o di decide per un sistema chiaro e di dominio pubblico”. Detto questo Tasca prosegue “quindi, tornano i campanellini del “potenziamento di sistemi alternativi per raggiungere il borgo e per circolare al suo interno”, che, ci permetta il sig. sindaco, sono una delle falle principali della sua amministrazione. Ascoltiamo da anni, ormai, di piano urbano del traffico, di mobilità alternativa, di trasporti pubblici efficienti, di parcheggi pluripiano e di scambio, ma non si è visto nulla, non si riesce nemmeno a ottimizzare l’uso di quelli esistenti. Scovare altri stalli di sosta non risolve i problemi, ci saranno sempre delle vetture in esubero rispetto alle capacità del borgo barocco, fin troppo evidente che in questi settori mancano competenze e politiche adeguate ai sogni del sindaco, ma il sindaco si ostina a non risvegliarsi dal sonno. Il sindaco vanta di fare tanto per valorizzare Ibla, parla del parcheggio di San Paolo, del prossimo allargamento della circonvallazione per permettere sia il doppio senso di marcia sia la sosta su entrambi i lati, della valorizzazione dei percorsi pedonali, ma, evidentemente sa già che non saranno misure risolutive, forse, in qualche caso, spese inutili.

Le favole, poi, sul potenziamento delle linee di trasporto pubblico urbano chiesto all’AST e sui servizi navetta, lasciano il tempo che trovano”. Insomma, conclude Michele Tasca “i problemi di Ibla, visti gli insuccessi da tre anni a questa parte, a cominciare dal parcheggio pluripiano, resteranno insoluti. In ogni caso, ci permettiamo di suggerire che, prima si fa il parcheggio, prima si adottano provvedimenti di  mobilità alternativa, prima si rende efficiente il servizio di trasporto pubblico, poi si può blindare Ibla”. (da.di.)

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Giuseppe Cassì
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Quotidiano di Ragusa

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