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Agenzia Entrate, contributo a fondo perduto 2 mila euro: a chi spetta

Il contributo a fondo perduto 2021 da 1.000 euro per persone fisiche previsto nel decreto Sostegni

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Agenzia Entrate, contributo a fondo perduto 2 mila euro: a chi spetta Agenzia Entrate, contributo a fondo perduto 2 mila euro: a chi spetta

Definiti gli ultimi dettagli dall'Agenzia delle Entrate per richiedere il contributo a fondo perduto previsto nel Decreto Sostegni 2021 del Governo Draghi. Il Contributo a fondo perduto prevede un importo minimo, pari a 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per i soggetti diversi. Ma vediamo bene come funziona il contributo a fondo perduto, come si calcola l’importo e come fare la domanda a partire dal 30 marzo 2021, secondo la nota dell’Agenzia delle Entrate.L’Agenzia delle Entrate spiega che viene riconosciuto “un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti che svolgono attività d’impresa, arte o professione e di reddito agrario, titolari di partita IVA, residenti o stabiliti nel territorio dello Stato”.La domanda può essere presentata fino al 28 maggio 2021.

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO: A CHI SPETTA
Il contributo a fondo perduto può essere richiesto dai soggetti titolari di partita Iva che svolgono attività di impresa o di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario, e che sono residenti o stabiliti in Italia. Non possono presentare istanza per il riconoscimento del contributo i soggetti che abbiano cessato la partita Iva prima del 23 marzo 2021 e i soggetti che hanno avviato l’attività dal 24 marzo 2021. Per identificare con precisione gli operatori economici beneficiari del contributo, l’art. 1 del decreto legge n. 41 del 22 marzo 2021 ha stabilito alcuni specifici requisiti. Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30 per cento rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019. Per definire gli importi, si fa riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi. Il contributo spetta anche in assenza dei requisiti di fatturato per i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019.

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO: COME SI PRESENTA LA DOMANDA
La domanda si presenta attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate. In alternativa si può utilizzare la piattaforma web realizzata da Sogei, a cui si accede nell’area riservata di ‘Fatture e Corrispettivi’.
CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO: QUANTE DOMANDE?
Tra il 30 marzo e il 28 maggio è possibile, in caso di errore, presentare una nuova istanza, in sostituzione dell’istanza precedentemente trasmessa. L’ultima istanza trasmessa nel periodo sopra citato sostituisce tutte quelle precedentemente inviate e per le quali non è stato già eseguito il mandato di pagamento del contributo ovvero non sia stato comunicato il riconoscimento del contributo nel caso di scelta di utilizzo dello stesso come credito d’imposta.
CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO COME SI CALCOLA L’IMPORTO
La somma erogata dall’Agenzia delle Entrate è calcolata, secondo quanto previsto dal comma 5, articolo 1 del decreto Sostegni, sulla base della differenza tra l’importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’analogo importo dell’anno 2019. 

Guardando alle istruzioni operative fornite dall’Agenzia delle Entrate, il calcolo dovrà essere effettuato nelle seguenti modalità:
se la differenza tra la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e la media mensile dell’anno 2019 è negativa ed è almeno del 30%, a tale importo (preso in valore assoluto) si applica la percentuale prevista in relazione alla fascia dei ricavi/compensi 2019, fermo restando il riconoscimento del contributo minimo se superiore;
per i soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019, se la differenza tra la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e la media mensile dell’anno 2019 è negativa ma inferiore al 30%, ovvero pari a zero o positiva, spetta l’importo minimo del contributo, pari a 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per i soggetti diversi.
A chi ha aperto la partita IVA dal 1° gennaio 2020 è riconosciuto l’importo minimo di cui sopra.

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO: LE 5 FASCE
Le norme prevedono la creazione di 5 fasce. L’indennizzo vale:
il 60% dell’ammontare della perdita per chi ha ricavi fino a 100.000 euro;
il 50% per quelli fra 100.000 e 400.000 euro di fatturato;
il 40% tra 400.000 e 1 milione;
il30% tra 1 e 5 milioni di euro;
il 20% tra 5 e 10 milioni di euro.
CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO: COME ARRIVANO I SOLDI?
Chi presenta la domanda deve indicare alternativamente se l’importo totale del contributo a fondo perduto venga erogato tramite accredito su conto corrente o intende optare per il riconoscimento dell’intero contributo sotto forma di credito d’imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione mediante modello F24 da presentarsi tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia.

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Contributo a fondo perduto
Contributo a fondo perduto duemilaeuro
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Articolo diRedazione

Quotidiano di Ragusa

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