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Stabilizzazione Asu

Finanziaria regionale stabilizzazione Asu e altre misure per il ragusano

Gli interventi di Dipasquale e Ragusa

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 Finanziaria regionale stabilizzazione Asu e altre misure per il ragusano Finanziaria regionale stabilizzazione Asu e altre misure per il ragusano

Finanziaria regionale stabilizzazione Asu e altre misure per il ragusano. Nello Dipaquale “si chiude una pagina nera” - Orazio Ragusa “si risolve finalmente una questione atavica” - Stefania Campo “parte degli incassi dei grossi parchi archeologici a quelli minori”. Approvata all’ARS, all’interno della Finanziaria regionale, la norma per la stabilizzazione dei lavoratori ASU, frutto del lavoro unanime e trasversale dei componenti della Commissione Lavoro del parlamento siciliano in raccordo costante con le sigle sindacali. Uno storico risultato su cui hanno espresso soddisfazione i parlamentari regionali iblei Nello Dipasquale del Pd e Orazio Ragusa della Lega. Dice Dipasquale “si tratta di oltre 4500 lavoratori che da quasi un quarto di secolo vivono in condizioni di precariato pur essendo impiegati in moltissimi enti come Comuni, Aziende sanitarie e nella stessa Regione Siciliana. Sono estremamente contento perché si chiude una pagina nera che ha riguardato tantissime persone e, con queste, le loro famiglie costrette ingiustamente in uno stato di instabilità al quale, adesso, si pone fine”.

Gli fa da rincalzo Ragusa “anche in provincia di Ragusa si guarda con soddisfazione al passaggio appena approvato nella finanziaria regionale che riguarda i lavoratori precari siciliani. La norma consentirà, quindi, la stabilizzazione dei lavoratori Asu presenti nell’area iblea”. E aggiunge “la stabilizzazione di questo personale, impegnato nei Comuni, nell’Aziende sanitaria provinciale e nella Camera di Commercio non comporta aumenti di spesa e restituisce dignità a centinaia di famiglie del nostro territorio”. E sempre a proposito di Finanziaria gli stessi due parlamentari avevano segnalato alcune positive ricadute per la provincia di Ragusa. Nello Dipasquale aveva voluto sottolineare “il rifinanziamento di due vecchie riserve: una è quella di un milione di euro per la Legge speciale su Ragusa Ibla, l’altra riguarda un finanziamento di 250mila euro per il Comune di Pozzallo perché tra i territori maggiormente interessati dal fenomeno immigratorio”.

A proposito di quest’ultima il deputato democratico osserva “è una riserva creata nel 2018 con un mio emendamento e prevedeva, inizialmente, 500mila euro l’anno. Da allora, dunque, la comunità pozzallese ha ricevuto un milione e mezzo di euro che sono serviti per la riqualificazione della città. Malauguratamente il Governo ha deciso di dimezzare questi fondi e, purtroppo, il mio emendamento che tentava di ripristinare la cifra iniziale non è stato approvato”. Inoltre, è sempre Dipasquale a riferirlo “all’interno dell’art. 38 della Finanziaria era previsto un comma che prevedeva un contributo di un milione di euro da ripartire tra i Comuni che avevano stabilizzato i propri lavoratori precari nel periodo 2010-2016, comma modificato con un mio emendamento sostitutivo portando l’arco temporale di interesse della norma dal 2008 al 2016. Qualcuno aveva dimenticato che il processo di stabilizzazione dei dipendenti nei Comuni siciliani è iniziato due anni prima, nel 2008, proprio nel Comune di Ragusa. E siccome le somme saranno ripartite in base a quanto l’ente ha speso, ho presentato un emendamento per correggere questo errore.

Naturalmente è stato accolto anche perché altrimenti sarebbe stato un grave torto per il Comune di Ragusa che quindi avrà una premialità per quanto è stato fatto nel 2008, durante la mia sindacatura”. Infine, a proposito della riserva per la Legge per Ibla, Nello Dipasquale spiega “la riserva per la Legge su Ibla è antica ed è oggetto, ogni anno, della mia personale attenzione durante la scrittura della Finanziaria affinché queste somme vengano garantite per il quartiere barocco e il centro storico di Ragusa, riconosciuti Patrimonio dell'Umanità dall’Unesco”. Invece Orazio Ragusa, della Lega, ricorda “l’articolo 38 della Finanziaria all’Ars votato e proposto, tra gli altri, da me, prevede un appostamento di risorse economiche per quei comuni che hanno conseguito il riconoscimento di “Borgo più bello d’Italia”. In tutto, sono stati destinati 1,3 milioni di euro e le somme sono vincolate all’attivazione o al potenziamento di interventi e servizi di accoglienza e promozione territoriale e turistica.

Il tetto massimo della somma concessa a ogni comune non può essere superiore a 100mila euro. Tra questi comuni, per quanto riguarda l’area iblea c’è anche Monterosso Almo che, non appena la Finanziaria sarà esitata, potrà attingere al fondo per migliorare ancora di più l’aspetto legato al marketing territoriale. E’ una opportunità che merita di essere sfruttata nella maniera migliore. Sono certo che l’Amministrazione comunale monterossana farà il possibile per rispondere presente a questa importante sollecitazione, trovando la via giusta per concorrere all’acquisizione delle risorse economiche in questione”. Da parte sua Sstefania Campo, deputata regionale 5 stelle,  “tra le pieghe di questa pessima finanziaria” individua tuttavia anche qualcosa di buono “parte degli incassi dei grossi parchi archeologici possono essere linfa vitale per quelli minori” e spiega “bene la norma che destina parte degli incassi dei parchi archeologici principali a quelli con minori entrate, come Cava d’Ispica, Gela, Himera, permettendogli di sopravvivere e di pianificare con più tranquillità il futuro, ma sia solo il punto di partenza per valorizzare il nostro patrimonio culturale cominciando da ora con visite virtuali: non abbiamo niente da invidiare agli Uffizi, che già lo fa”.

La deputata ragusana, insieme  ai deputati regionali della commissione Cultura, Giovanni Di Caro, Roberta Schillaci e Ketty Damante, chiarisce “dobbiamo fare venire in Sicilia i fruitori, attirandoli con visite virtuali che resterebbero comunque di proprietà dei musei e dei siti archeologici mentre si formano i gruppi per le visite turistiche direttamente in loco. Lo strumento informatico non solo sarebbe efficace in termini di marketing durante il lockdown, ma sarebbe anche propedeutico alle future visite una volta che la pandemia allenterà la morsa. Bisogna investire in formazione sulle nuove tecnologie applicate ai Beni culturali, come realtà aumentata e video mapping, in collaborazione con le università”. (da.di.)

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