Tecnologie

App messaggistica

WhatsApp, foto che si autodistruggono: ecco le novità

Il colosso della messaggistica istantanea sta lavorando a una nuova funzionalità

0

0

0

0

0

WhatsApp, foto che si autodistruggono: ecco le novità WhatsApp, foto che si autodistruggono: ecco le novità

WhatsApp e le foto che si autodistruggono: novità in arrivo. Il colosso della messaggistica istantanea sta lavorando a una nuova funzionalità, nell’ottica di rafforzare la privacy.
WhatsApp al lavoro per rafforzare la privacy degli utenti. L’applicazione più utilizzata al mondo per la messaggistica istantanea starebbe concentrando i suoi sforzi su un upgrade. La nuova funzionalità dovrebbe permettere agli utenti di attivare un timer da abbinare alle foto che condividono, su gruppi o nelle singole chat. In questo modo, trascorso il tempo indicato, le foto si 'autodistruggeranno' e non saranno più disponibili per gli interlocutori per usi futuri (a meno che l’utente non le condivida nuovamente).

A rivelare la novità, scrive laleggepertutti.it, è stata la rivista specializzata Wabetainfo. Un cambiamento che va nella direzione di un rafforzamento della privacy degli utenti che avviene non a caso: di recente, le controverse politiche dell’app sulla protezione dei dati personali sono state fonte di numerose polemiche (per approfondire leggi qui: Nuove condizioni privacy WhatsApp: cosa cambia). Proprio per metterle a tacere, WhatsApp vuole implementare nuove funzionalità come questa, anche perché c’è un’emorragia di utenti e una crisi di fiducia a cui rimediare (per approfondire leggi qui: Addio a WhatsApp: partito l’esodo verso Signal). Si ritiene che le foto che si autodistruggono possano porre un freno alle numerose violazioni della privacy che avvengono proprio sfruttando l’app. Certamente è un passo avanti: si pensi al revenge porn (per approfondire leggi qui: Cos’è il revenge porn) e alle foto e ai video hard che coppie di fidanzati si scambiano, salvo poi accadere, a rottura avvenuta, che tutto questo materiale continui a restare nella memoria dell’ex con il pericolo di utilizzi illeciti per vendetta.

Naturalmente non è la panacea di tutti i mali: una volta impostato il timer e trascorso il tempo, il contenuto diventa invisibile a chi lo riceve. Ma il destinatario potrebbe anche averne estratto una copia prima, per esempio facendo uno screenshot alla foto ricevuta. Insomma: chi vuole potrà ancora riuscire ad approfittare dei contenuti che gli vengono inviati. La notizia, però, è nel fatto stesso che l’applicazione, che vanta un miliardo e 600 milioni di utenti attivi, stia maturando una maggiore sensibilità nei confronti del diritto alla riservatezza. Non è inoltre escluso che l’inibizione dello screenshot prima che il contenuto svanisca non possa essere implementata in futuro. Per ora bisognerà accontentarsi di veder comparire il contatore a sinistra dello spazio di scrittura. Una volta autodistrutte, le immagini non potranno più essere importate, condivise o utilizzate a vario titolo. Chi abbandona una chat di WhatsApp dove sono stati condivisi dei contenuti col timer e rientra dopo che il tempo per fruirne è scaduto, non potrà nemmeno visualizzarli.

Per i testi, WhatsApp aveva già qualcosa di analogo, con i messaggi che vengono eliminati dopo una settimana e non sono più visibili. Ma sulle foto, l’app di messaggistica di Marco Zuckerberg arriva in ritardo: la rivale Telegram, una delle principali concorrenti di WhatsApp, possiede da quattro anni una funzionalità di questo tipo, con tanto di avviso al mittente se il destinatario ha fatto uno screenshot.

0

0

0

0

0

Whatsapp
Foto whatsapp
Privacy
Articolo diRedazione

Quotidiano di Ragusa

Commenti
WhatsApp, foto che si autodistruggono: ecco le novità
Il tuo messaggio è stato correttamente registrato e sarà valutato al più presto da un moderatore.
Ho letto l'informativa sulla la tutela della privacy e presto il consenso al trattamento dei miei dati personali inseriti.
News Precedente
WhatsApp, truffa molto pericolosa: attenti a questo messaggio
News Successiva
Open Fiber, banda ultralarga in 4900 edifici scolastici italiani