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Genti di Sicilia al teatro Donnafugata di Ragusa Ibla

La mostra dal 1 giugno all'8 luglio

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Genti di Sicilia al teatro Donnafugata di Ragusa Ibla Genti di Sicilia al teatro Donnafugata di Ragusa Ibla

Inizia il conto alla rovescia. Da questo giovedì 20 maggio si sono aperte le prenotazioni online, ingresso gratuito, per la mostra “Genti di Sicilia” che dal 1° giugno all’8 luglio, al Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla, omaggia l’arte dei maestri figurinai Bongiovanni Vaccaro di Caltagirone. La mostra è promossa dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e organizzata dall’Associazione Donnafugata 2000. Lo storico d’arte e saggista Costantino D’Orazio ne cura l’allestimento, la casa editrice Silvana Editoriale ne edita il catalogo. Genti di Sicilia raccoglie una quarantina di statuine in ceramica antica realizzate da Giacomo Vaccaro e dal nipote Giuseppe Bongiovanni Vaccaro, famosi artigiani della Sicilia dell’Ottocento che dall’omonima bottega nel calatino conquistarono tutto il mondo con la loro preziosa arte. Opere dalla Bottega Bongiovanni Vaccaro a Palazzo Arezzo Donnafugata è il sottotitolo della mostra, a sottolineare il cammino che queste opere fecero due secoli fa.

Quasi un gioco del destino se si pensa che Caltagirone dista poche decine di chilometri da Ragusa, ma che l’occasione che fece da svolta nella storia di queste opere e ne decretò la loro destinazione finale iblea avvenne a migliaia di chilometri, a Dublino in Irlanda. Era il 1865 infatti quando il nobiluomo Corrado Arezzo de Spuches, di origini ragusane, settimo e ultimo barone di Donnafugata, nominato dal governo a rappresentare l'Italia all'Esposizione Universale di Dublino, conobbe l’arte dei Bongiovanni Vaccaro lì esposta. Il barone decise di acquistare la collezione per intero e di portarla nella sua dimora – si racconta a bordo di un vagone speciale dedicato proprio al trasporto d’arte. Fu così che le statuine dei due noti figurinai fecero ritorno in Sicilia e trovarono dimora definitiva poco distante da dove erano state create. Per duecento anni sono state custodite dagli eredi del barone Arezzo de Spuches che oggi scelgono di renderle fruibili al pubblico. Come può la bellezza cambiare il mondo se non incontra lo sguardo altrui, d’altronde. E così i visitatori della mostra avranno la possibilità di accostarsi alla maestria dei Bongiovanni Vaccaro e attraverso questa scoprirsi nella Sicilia che fu, accanto a scene della vita dell’epoca raffigurate con dovizia di particolari e con un alito speciale di vita che le rende ancora reali. Il passato trova riconoscimento nel presente per affrontare con fierezza ed emozione il futuro che verrà.

“La Sicilia è da considerarsi, come un po’ ci ricorda Gesualdo Bufalino, un continente e il suo popolo non una “gens”, ma una “moltitudine” di popoli che, venuti da ogni parte, oggi sono un riuscitissimo melting pot – spiega Alberto Samonà, assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana - Questa mostra ci offre la possibilità di fare un viaggio di riappropriazione della nostra storia, delle nostre tradizioni e degli antichi mestieri, di ricomporre un mosaico di cui la mostra è parte integrante perché, attraverso preziosi tasselli, è sorpresa nelle sorprese. Una mostra che catapulta il viaggiatore in un piccolo e variegato microcosmo in cui, alle opulente e raffinate dimore aristocratiche dai grandi saloni, che ne ricordano gli antichi fasti, si accompagna una dimensione di paese che profuma di genuinità, lavoro e fatica. La grandezza dei Bongiovanni Vaccaro sta nell’aver fotografato, con maestria e vivacità, scene di vita quotidiana, lontane dal nostro oggi, ma capaci di fare sentire ognuno di noi ‘genti tra le Genti’ calate in un importante spaccato di storia di cui sono protagoniste varie figure: dai calzolai alle mamme impegnate con i propri figlioletti, dai contadini, alle prese con gli animali, ai ‘parvenu’, quella borghesia che, arricchitasi velocemente, non fu altrettanto celere nell’imparare i dettami dell’etichetta da tenere nella buona società”.

La fruizione della mostra è gratuita, ma è obbligatoria la prenotazione al link www.teatrodonnafugata.it per contingentare gli ingressi nel rispetto delle regole anti-Covid. Orari mostra: dalle 10.00 alle 20.00, dal martedì alla domenica con fasce orarie di un’ora per ciascun turno di prenotazione. Il progetto del percorso della mostra è dello studio Sciveres Guarini Associati.

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Articolo diRedazione

Quotidiano di Ragusa

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