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Vittoria, il nuovo libro di Massimo La Pegna

Ne La riviera, la storia di una giovinezza degli anni '80

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Vittoria, il nuovo libro di Massimo La Pegna Vittoria, il nuovo libro di Massimo La Pegna

Torna sulla scena editoriale l’autore di Vittoria Massimo La Pegna, che già si era fatto notare nel panorama librario locale con il suo precedente libro “Donna Vincenza”. Lo fa con un’opera, “La riviera” che sicuramente possiamo annoverare tra i romanzi di ‘èducation sentimentale’ o, per dirla alla tedesca, tra i ‘bildungroman’ i romanzi di formazione. Una formazione giovanile, dalle elementari all’affacciarsi al mondo adulto, tutta vissuta tra Vittoria e Scoglitti (la riviera in questione è appunto la riviera Lanterna della cittadina balneare ipparina). Sulle tematiche del libro, sul rapporto tra la microstoria minimale di questo profondo sud-est siciliano e il resto del mondo, riportiamo la prefazione al libro del nostro collaboratore Daniele Distefano.

Ancora una volta, con questa seconda opera dal respiro ampio di romanzo, Massimo La Pegna, reitera la sua forma narrativa d’elezione, quella del ricordo di eventi più o meno lontani nel tempo, più o meno legati al proprio vissuto. Lo aveva già fatto nel romanzo d’esordio, Donna Vincenza, in cui, grande e appassionato ascoltatore e lettore di storie nella Storia, aveva ripercorso le sfortunate vicende familiari della protagonista, donna di umili origini che, nel periodo a cavallo tra fine ottocento e inizio novecento, alla morte del marito benestante e con titolo nobiliare, viene cacciata dalla famiglia di lui e si trova costretta a riscattarsi dalla povertà nel suo piccolo paese. Sarà poi un bisnipote che ripercorre appunto tali storie in occasione di un suo viaggio nei luoghi di origine della famiglia. Con il narrato de La riviera siamo invece in anni più vicini, racconto di una infanzia e soprattutto di una giovinezza degli anni ‘80, in cui il protagonista, alter ego, ci piace pensare, dello stesso autore, e i suoi amici, vivono la loro felice stagione in un luogo che assume la valenza di un topoi, luogo reale e pur trasfigurato in un ‘dove’ e in un ‘quando’ metatemporali e metastorici.

La riviera (per i non iblei è la Riviera Lanterna di Scoglitti, frazione balneare di Vittoria, nel ragusano) che nonostante gli scempi edilizi degli anni del boom economico, non dimentica, o meglio non fa dimenticare al protagonista e ai suoi amici, di poggiare le proprie fondamenta su una delle città più potenti della classicità greco-romana, ovvero Camarina, con la sua inestimabile ricchezza di reperti e di storia. Per il resto il fil rouge dei ricordi è quello che tutti ci possiamo immaginare, per averlo magari vissuto in prima persona in tempi e luoghi diversi. Le elementari e la scoperta della miopia, i vecchi metodi educativi che non si interessavano dello scolaro come persona, gli scarsi successi scolastici e a far da contraltare gli ottimi risultati in una disciplina sportiva. E poi gli anni dell’università o della ricerca di un primo lavoro, la scoperta di un mondo altro grazie alla conoscenza con comitive di giovani di altre nazionalità, l’inevitabile sorgere di amori anche duraturi ma alla fine destinati a spegnersi per lontananza e per incapacità di uno dei due di abbandonare la propria terra.

Proprio da una di queste ospiti straniere, figlia di un siciliano e di una scozzese veniamo poi a conoscenza di un miracolo avvenuto in piena seconda guerra mondiale nelle isole Orcadi, nei pressi della famosa Scapa flow, baia naturale e sicuro rifugio per la flotta da guerra inglese. Proprio lì, i prigionieri di guerra italiani del Campo 60 si diedero da fare per abbellire il loro luogo di prigionia e alla fine edificarono con materiale di scarto la Italian Chapel. E a far da cornice gli scherzi anche pesanti, ma ben congegnati, la macchietta dell’amico che appena sale in auto diventa un guidatore totalmente incosciente che mette a repentaglio la vita propria e dei suoi passeggeri. La presa di coscienza, per i più sensibili socialmente, di un sentimento antimafia che permette al protagonista di entrare a contatto con quelli che giovani lo furono negli anni settanta, anni della contestazione, della politica gridata in cortei e piazze, di stragi e di golpe, di ‘fragole e sangue’.

E poi, a chiudere questo cerchio, simbolicamente, iniziato con una passeggiata del protagonista nella sua riviera, in un periodo di bassa stagione, in cui prevale il silenzio di luoghi altrimenti brulicanti di suoni risate e schiamazzi, a chiudere il cerchio, dicevamo, il ricordo della sera finale della festa della Madonna di Porto Salvo, quando lo spegnersi dei fuochi d’artificio segna lo spegnersi dell’estate, ma anche di una giovinezza, di una stagione felice, con il protagonista “piccolino e grande, su quella postazione privilegiata, circondato dall’affetto dei miei, con il sorriso stampato sul viso e il cuore che batte forte ad aspettare i giochi pirotecnici”. Daniele Distefano

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Libro
Massimo la pegna
Articolo diRedazione

Quotidiano di Ragusa

Commenti
Vittoria, il nuovo libro di Massimo La Pegna

Salvatore Carmelo Distefano

bravo e grazie di far conoscere con i tuti scritti la nostra meravigliosa ,amata ,tradita sfruttata e..."imbrattata" città.

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