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Ragusa: che fine ha fatto il Centro Commerciale Culturale?

La lungo nota di Ragusa in Movimento

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Ragusa: che fine ha fatto il Centro Commerciale Culturale? Ragusa: che fine ha fatto il Centro Commerciale Culturale?

RAGUSA IN MOVIMENTO CHE FINE HA FATTO IL CENTRO COMMERICALE CULTURALE ?
Mario Chiavola “dopo quasi un anno dalla presentazione del progetto, non se n’è saputo più nulla”. Il giudizio sull’indecisione e la lentezza che le opposizioni, sia consiliari (M5, Pd, Insieme)  che non (Territorio) attribuiscono all’amministrazione Cassì, sopratutto in questa seconda metà del mandato, sembra coinvolgere anche forze politico-culturali che, sulla carta, dovrebbero essere di sostegno alla maggioranza e all’amministrazione e che invece, sempre più spesso, assumono un ruolo se non di aperta critica per lo meno di ‘pungolo’ a Cassì &Co. Parliamo, nella fattispecie, dell’associazione politico-culturale Ragusa in movimento, il cui presidente, Mario Chiavola, non manca mai di assumere il ruolo di coscienza critica.all’interno dello schieramento pro Cassì.

E questa volta Chiavola focalizza la propria attenzione sul silenzio in cui è piombato il centro commerciale culturale cittadino che doveva aver sede nei locali dell’opera pia Maria Ausiliatrice, che abbraccia l’isolato da corso Italia va per via Matteotti fino a via Ecce Homo. Ricorda il presidente di Ragusa in movimento “l’idea, che ha senz’altro degli spunti interessanti, prevedeva che, nei locali dell’immobile collocati al piano strada, con ingresso in via Matteotti, gli stessi che in passato hanno dato ospitalità all’ex Tribunale e, in un secondo momento, alla facoltà di Giurisprudenza, potessero trovare allogazione una scuola di musica, una galleria espositiva, una sala insonorizzata per prove musicali, uno spazio laboratoriale per attività creative e artigianali e anche un auditorium con aule studio, insomma uno spazio duttile e versatile in cui le associazioni operative in città potranno incontrarsi. Su questo progetto, però, è già calato il silenzio”.

E a questo punto anche Chiavola riprende un leit motiv che da questa estate, quando l’amministrazione Cassì superò il giro di boa di metà mandato, è divenuto una costante della vita politico amministrativa della città, eccezion fatta per la acritica maggioranza che sostiene, tappandosi occhi bocca ed orecchie, la sindacatura Cassì, ovvero la sua lista forte di ben 15 consiglieri. Leit motiv che così Chiavola riprende “considerato, che è già passato più della metà del tempo del mandato di questa amministrazione, sarebbe interessante capire se questo centro commerciale culturale potrà vedere la luce prima che l’esecutivo completi il proprio percorso dei cinque anni. Ci sono stati problemi di carattere procedurale? Ricordiamo che l’amministrazione comunale si era assunta l’onere, anche economico, di affittare i locali dell’opera pia e di attivare gli adempimenti necessari per la ristrutturazione. I lavori sono iniziati?

Stanno andando avanti?”  E anche il presidente di Ragusa in movimento, da ben altro lato dello scenario politico, sembra puntualizzare una obiezione tipica dell’opposione, che fino all’altro ieri, per bocca del capogruppo Sergio Firrinciali del M5 lamentava, a proposito di Palazzo Tumino, il fatto che il Sindaco non desse informazioni sullo stato delle varie trattative e sulle intenzioni degli amministratori. “Sarebbe opportuno - afferma Chiavola - un chiarimento da parte dell’amministrazione anche perché questo tassello dovrebbe essere il primo di una serie di attività che si prefiggono di rilanciare, giustamente, il centro storico della parte superiore della città”. (da.di.)

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