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Trasparenza e appalti

Ragusa: incostituzionale la legge regionale sugli appalti

Lo dice il segretario cittadino del Pd Peppe Calabrese

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Ragusa: incostituzionale la legge regionale sugli appalti Ragusa: incostituzionale la legge regionale sugli appalti

RAGUSA CALABRESE (PD) INCOSTITUZIONALE LA LEGGE REGIONALE SUGLI APPALTI
E richiama l’attenzione del Comune sulle procedure di eventuali gare in itinere
Si inoltra in un terreno ostico ed in questioni tecniche e difficili da spiegare, quello degli appalti, una nota del segretario cittadino del Pd, Peppe Calabrese, che tuttavia ritiene “che la trasparenza e la comunicazione debbano essere strumenti da utilizzare su ogni questione che la municipalità tratta, anche su quelle più complesse”. Dopo questo preambolo Calabrese entra nel merito “con sentenza emessa il 26 gennaio e depositata il 10 febbraio 2021, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della legge n. 13/2019 della Regione Siciliana, cioè la legge regionale sugli appalti. Secondo la Corte, la legge regionale “invade la sfera di competenza esclusiva statale in materia di 'tutela della concorrenza', adottando previsioni in contrasto con quelle del codice dei contratti pubblici”.

Ed il segretario cittadino dem spiega “in pratica, la Regione Siciliana aveva individuato un sistema di valutazione della aggiudicazione e del calcolo della anomalia diverso da quello previsto dal codice degli Appalti per le procedure ordinarie di affidamento dei lavori pubblici previsto su tutto il territorio nazionale. Il provvedimento legislativo era stato impugnato per sospetta illegittimità costituzione e nelle more, la Regione aveva emanato direttive confermando l’applicazione del calcolo regionale difforme da quello nazionale, in attesa dell’esito del ricorso pendente innanzi alla Corte Costituzionale”. Vicenda complicata ma ora “con la sentenza depositata la scorsa settimana  la Corte si è pronunciata sulla illegittimità costituzionale dei criteri applicati in Sicilia e questo pronunciamento provocherà di certo la revoca di tutte le procedure ordinarie di gara (aperte e ristrette) condotte sulla base dei criteri regionali, ovviamente per gli affidamenti non ancora giunti all’aggiudicazione, e temiamo possa provocare una mole di contenziosi non quantificabile a oggi, sia da parte di chi è stato escluso dalle gare per l’applicazione dei parametri incostituzionali stabiliti dalla Regione Sicilia, sia da coloro che si vedranno annullate le procedure a seguito della sentenza della Corte Costituzionale. In ogni caso, sarà un bel pasticcio”.

Ma quello che sta a cuore a Peppe Calabrese è la situazione che potrebbe crearsi nelle gare in corso al Comune “ci farebbe piacere sapere, a questo punto, se le gare in itinere condotte dagli uffici comunali di Ragusa siano soggette a questo gravissimo inghippo o se il Comune, precauzionalmente, abbia utilizzato altre procedure al di furori delle norme sopra citate, quali quelle negoziate, non interessate dalla vicenda di cui abbiamo parlato”. Su tali problematiche Calabrese conclude “cercheremo di comprenderle e seguirle. D’altra parte riteniamo che sia un nostro diritto conoscere la posizione del Comune in ordine alle attività burocratiche poste in essere relativamente agli affidamenti per i lavori pubblici comunicate nei siti istituzionali e su FB negli scorsi mesi”. (da.di.)

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