Cultura

Ragusa, Museo archeologico chiuso da un anno

Chiavola e D'Asta: occorre accelerare l'iter per riaprire il prima possibile

0

0

0

0

0

Ragusa, Museo archeologico chiuso da un anno Ragusa, Museo archeologico chiuso da un anno

Ragusa, Museo Archeologico chiuso da un anno. Chiavola e D’Asta “occorre accelerare l’iter per riaprire il prima possibile”. Stefania Campo “grave vuoto di responsabilità e attenzione sulla funzione pubblica dei luoghi della cultura”.
Chiuso da circa un anno, a detta della deputata regionale 5 stelle Stefania Campo, il museo archeologico di Ragusa di via Natalelli. E se la cosa è passata sotto silenzio tra la cittadinanza, che forse ha sempre avuto scarsa attenzione per questo polo museale, così non è stato per la politica, tanto che in questi ulrtimi giorni registriamo prese di posizione contro il prolungarsi di tale chiusura. Ultima, quella dei consiglieri comunali del Pd Mario Chiavola e Mario D’Asta che affermano “le spiegazioni sulla chiusura prolungata non bastano, occorre accelerare l’iter per riaprire il prima possibile”. Dopo aver raccolto informazioni in merito, Chiavola e D’Asta esprimono “forte apprensione per il perdurare di una vicenda a dir poco anomala” e si rivolgomo al sindaco “affinché acceleri l’iter di un percorso che si è impantanato ormai da tempo”. I due esponenti dem poi così sintetizzano la questione “l’edificio dove si trova il Museo necessita di un intervento di adeguamento e sicurezza, con la realizzazione di una scala di emergenza esterna e altro.

E’ chiaro che questo appare il momento ideale per fare tale genere di lavori, in modo tale che, quando si ritornerà alla normalità con una presenza di turisti nel territorio, ci si faccia trovare pronti con un'offerta culturale variegata e degna di nota, all’altezza di una città Patrimonio Unesco. Insomma, l'apertura prima che inizi la primavera è richiesta a gran voce dall’intera città e soprattutto dagli operatori commerciali e del turismo i quali, in questi anni, hanno investito nelle loro attività e che sono oggi fortemente penalizzati dalla pandemia in corso”. In più, concludono Mario Chiavola e Mario D’Asta, “la situazione di chiusura del museo archeologico fa il paio con la più ampia problematica delle altre strutture culturali: teatro della Concordia, palazzi beni Unesco, che scontano anch'essi un deficit di programmazione da parte dell'assessorato alla Cultura di Ragusa. Esprimiamo questa forte preoccupazione che si riscontra, inoltre, nella gran parte delle forze culturali presenti in città, che vedono quotidianamente depauperato un bacino dalle grandi potenzialità in termini sia culturali che di impatto economico sul territorio”.

E della ferita aperta del museo archeologico ragusano si era occupata recentemente anche la deputata regionale 5 stelle ragusana Stefania Campo, in un dettagliato intervento sul “grave vuoto di responsabilità e attenzione sulla funzione pubblica dei luoghi della cultura. Il Museo Archeologico ibleo risulta infatti chiuso da più di un anno per via di lavori di ristrutturazione di alcuni locali interni all’edificio, da adeguare obbligatoriamente alle vigenti norme antincendio e da rendere quindi conformi al Piano di sicurezza, e per procedere all’abbattimento di alcune barriere architettoniche residue di passate ristrutturazioni”. Poi la Campo prosegue chiamando in causa le responsabilità dell’amministrazione cittadina “nella fase antecedente alla chiusura sembrava intenzione di quest’ultima voler provvedere celermente all’attivazione delle procedure per una immediata riapertura. Nulla tuttavia sembra essere stato fatto in questi lunghissimi mesi di lockdown. Il Museo, chiuso provvisoriamente per un intoppo di carattere tecnico-burocratico sembra invece blindato da una volontà politica dell’Amministrazione, e dell’assessore competente.

Tutti siamo a conoscenza della futura apertura di un nuovo polo museale presso il Convento Santa Maria del Gesù a Ragusa Ibla, che certamente contribuirà a valorizzare quest’ulteriore e prestigioso sito del quartiere barocco, tuttavia non ci capisce perché si decide di lasciare chiusi i locali di via Natalelli, con il suo patrimonio di beni senza alcun visitatore e senza imminente prospettiva”. Dopo la considerazione che è questo il momento fondamentale per riprogrammare in chiave culturale e turistica, la riapertura dei musei, dei teatri, dei cinema e di tutte le sedi culturali , invece, prosegue la deputata pentastellata, “si decide di smantellare un luogo strategico già esistente e rinomato. Il ripristino dei locali dove ha sede il Museo è, tra le altre cose, un intervento necessario e indispensabile per la funzionalità intrinseca del patrimonio immobiliare comunale, perché non approfittarne quindi in questo periodo di lockdown e di chiusura forzata della struttura museale? I locali di via Natalelli devono continuare a essere sito centrale del Museo, con una caratterizzazione tematica ben specifica dei beni in esso conservati ed esposti e, magari, con una sorta di forte differenziazione da quello aggiuntivo di Ibla. Insomma appare veramente assurdo pensare di privare il Centro storico di Ragusa Superiore di una importante risorsa culturale come il Museo Archeologico laddove si è sempre parlato di valorizzare quest’area centrale della città, oggi sempre più spopolata, abbandonata, degradata”. Detto questo Stefania Campo avanza una propria proposta audace “acquisire i locali dell’ex Standa di via Roma e di collegarli con il prestigioso Natalelli, dotando in tal modo la Città di un luogo culturale di importanza unica, con l’accesso principale proprio sulla centralissima via Roma.

Al suo interno si potrebbe attivare così un centro di catalogazione, di studio, di ricerca e di convegnistica fra i più importanti in Sicilia, legato al prestigio dei nostri reperti purtroppo ancora poco conosciuti”. Insomma, conclude la Campo, con una puntata polemica anche verso il Governo siciliano “in tanti alla Regione,  assessore Samonà compreso, si sbracciano inutilmente ed aggiungo, ipocritamente  dichiarando in pompa magna di “rivoluzione delle modalità di gestione dei beni culturali in Sicilia” e, poi, nella nostra stessa città si procede senza procedere. Si progetta un Nuovo Museo ma, nel frattempo, si lascia chiuso quello già esistente. Si parla di valorizzazione del Centro superiore ma non si muove un dito per una barriera architettonica e neppure per una semplice scala antincendio”. (da.di.)

0

0

0

0

0

Museo archeologico
Articolo diRedazione

Quotidiano di Ragusa

Commenti
Ragusa, Museo archeologico chiuso da un anno
Il tuo messaggio è stato correttamente registrato e sarà valutato al più presto da un moderatore.
Ho letto l'informativa sulla la tutela della privacy e presto il consenso al trattamento dei miei dati personali inseriti.
News Precedente
Giornata della Memoria a Vittoria: digital debate per studenti
News Successiva
Catania, mostra dedicata a Sant'Agata