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Come fronteggiare i cambiamenti climatici a Ragusa

La lettera ai sindaci iblei

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Come fronteggiare i cambiamenti climatici a Ragusa Come fronteggiare i cambiamenti climatici a Ragusa

 “Guardare avanti è una necessità. Anche adesso, in pieno periodo pandemico. Guardare avanti significa avere una visione d’insieme su ciò che potrà succedere nell’area mediterranea nei prossimi decenni. Ci troveremo, e la provincia di Ragusa sarà al centro di questo contesto, a dovere fronteggiare gli impatti più significativi dei cambiamenti climatici. Saremo fra le aree più vulnerabili del pianeta. Studi, analisi e modellistica proiettano l’aumento di frequenza e intensità degli impatti sull’area del Mediterraneo, e il nostro territorio dovrà fronteggiare problemi inediti per le nostre generazioni come l’innalzamento del livello del mare, le siccità prolungate, piogge a carattere esplosivo con alluvioni e veri cicloni extratropicali, ondate di calore, cuneo salino con riduzione di fonti di acqua dolce lungo le coste, erosione costiera, aree in desertificazione”.

E’ quanto affermano, in una lettera aperta ai sindaci della provincia di Ragusa, la coordinatrice provinciale di Italia Viva, Marianna Buscema, e il componente del comitato nazionale, Salvo Liuzzo. “Lo sappiamo, adesso l’attenzione di tutti è concentrata legittimamente sull’emergenza sanitaria – proseguono Buscema e Liuzzo – sui tanti problemi che ci troviamo quotidianamente a dovere fronteggiare. Ma uno spazio lo dobbiamo riservare anche alle programmazioni future. Per cercare di avere chiaro il quadro di quello che potrà succedere. Stiamo parlando di eventi che avranno impatti rilevanti su risorse naturali, ecosistemi, salute e condizioni socioeconomiche. Sarà pertanto necessario investire in modo strutturale, e ogni Comune della nostra provincia potrà farsi portavoce di questa esigenza, su un piano di adattamento ai cambiamenti climatici e sulla prevenzione.

Per questo motivo è necessario guidare la transizione dal modello lineare ad un modello circolare, includendo tutte le fasi – dalla progettazione, alla produzione, al consumo, fino alla destinazione a fine vita – limitando l’apporto di materia ed energia in ingresso, e minimizzando scarti e perdite con cicli più efficienti, ponendo attenzione alla prevenzione delle esternalità ambientali negative e alla realizzazione di nuovo valore sociale e territoriale. Il modello circolare, puntando sull’allungamento del ciclo di vita dei prodotti e del loro valore, è un modello basato sui servizi, sulla manutenzione, sulla tecnologia, e sulla conoscenza, determinando quindi esternalità positive sul fronte occupazionale. Sarà determinante in chiave di crescita e sviluppo, puntare su alcuni settori strategici accelerando gli investimenti e la loro propensione all’innovazione sostenibile, indirizzando e coordinando gli investimenti pubblici e favorendo la cooperazione tra imprese locali ed università”.

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Cambiamenti climatici
Italia viva
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